giovedì, 18 Luglio 2024
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Q8 e SDA: ecco il Manifesto per un’innovazione sostenibile

Presentato nei giorni scorsi “Innovation&Communities. Come le tecnologie possono migliorare la vita delle persone e delle comunità” il Manifesto, promosso da Q8 Italia, azienda energetica che garantisce la mobilità delle persone e delle merci, con la consulenza scientifica di SDA Bocconi.

Il Manifesto

Regolamentare le nuove tecnologie in una prospettiva umanocentrica che abbia l’obiettivo di restituire spazi e tempi alla vita privata e alle relazioni tra persone, non perdere di vista l’obiettivo ultimo dell’impiego dell’innovazione tecnologica, cioè la costruzione di un mondo migliore per un futuro di prosperità, di benessere, di equità generalizzata; favorire la condivisione dei principi etici di utilizzo e produzione dell’AI e delle nuove tecnologie tra imprese, istituzioni e cittadini; includere nello sviluppo tecnologico anche la riduzione dell’impatto ambientale; diffondere le competenze necessarie per affrontare e governare la rivoluzione tecnologica in atto. Questi i principi contenuti nel Manifesto e discussi durante la tavola rotonda a cui sono intervenuti Enzo Baglieri, docente di Operations and Technology Management e Associate Dean dei programmi Master di SDA Bocconi School of Management, Fortunato Costantino, Direttore Human Resources, Legal & Corporate Affairs  Q8, Vincenzo De Lisi, Direttore Generale dei sistemi informativi automatizzati Ministero della Giustizia, Renato Loiero, Consigliere Economico Presidenza del Consiglio dei Ministri, Vincenzo Maniaci, Direttore Technology Q8, Katia Scannavini, Vice segretaria Generale ActionAid!

La tecnologia e i suoi impatti

L’obiettivo del Manifesto è indicare il percorso attraverso cui le tecnologie potranno rispondere tempestivamente ai fabbisogni della società e delle aziende proponendo soluzioni diverse, originali, innovative, che siano il risultato responsabile e consapevole di un processo collaborativo, ecosistemico. Uno scenario in cui troveranno spazio anche le tecnologie dell’Intelligenza Artificiale, senza però che sia la tecnologia stessa a dominare il processo ma, al contrario, se ne considerino sempre con attenzione le implicazioni e gli impatti sull’ambiente, sull’economia e soprattutto sulla società e sul rapporto fra gli esseri umani.

Il Manifesto come punto d’incontro

In che modo, quindi, le nuove tecnologie, l’AI in primo luogo, possono supportare le comunità nel raggiungimento della sostenibilità sociale? Nato con l’obiettivo di rispondere a questa domanda, il Manifesto è il prodotto di un tavolo di lavoro  che si è svolto lo scorso 16 maggio che ha visto svilupparsi attorno al tema dell’innovazione un dibattito fra  opinion leader e stakeholder coordinato dal professor Enzo Baglieri. Il Manifesto, quindi, come punto di convergenza fra esperti di diverse discipline sui grandi temi del progresso e dell’innovazione.

Su questi temi, il Governo italiano ha preso l’iniziativa presentando al Parlamento un apposito disegno di legge che affronta la tematica in quasi tutti i suoi aspetti, senza sovrapporsi alla normativa europea già adottata (il c.d. AI ACT). Il ddl detta sia principi generali che disposizioni di settore in ambito sanitario, lavoro, professioni, pubblica amministrazione e giustizia. Inoltre viene prevista una strategia nazionale per l’AI e uno stanziamento di 1 miliardo di € per investimenti in capitale di rischio di PMI attive nel settore” ha detto Renato Loiero, Consigliere Economico Presidenza del Consiglio.

“La tecnologia è il mezzo, il fattore abilitante, non il fine del progresso della società, della distribuzione del benessere e della creazione di valore economico. La rapidità dell’evoluzione delle tecnologie è tale da richiedere anche un cambio di paradigma nella gestione delle ricadute industriali e commerciali delle sue applicazioni. Ritengo sia estremamente interessante osservare come il fulcro del dibattito si stia spostando in questi ultimi tempi sulla centralità dei territori e delle comunitàosserva il prof. Enzo Baglieri.  “Si abbandonano le logiche della globalizzazione a tutti i costi e si rimette al centro il nucleo sociale territoriale, iper-connesso e quindi non isolato, ma autoconsistente e auto-produttore di innovazione, creatività, energie e valori.”

Una governance digitale e degli algoritmi consapevole e in grado di garantire i diritti soggettivi individuali, la ricerca di un equilibrio tra i benefici del progresso tecnologico ed il rischio di una tecnocrazia, un nuovo approccio culturale pubblico-privato al tema: sono i valori che hanno mosso Q8 a sostenere questa iniziativa.

 

Redazione
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