Il gruppo indiano acquisisce ufficialmente l’89,42% del capitale ordinario, al netto delle azioni proprie. Chandrasekaran assume la presidenza, Persson resta CEO. Cambiano consiglio e comitati, mentre prosegue il percorso verso il delisting.
Dall’accordo del 2025 al closing: il percorso dell’acquisizione
Per Iveco Group si apre una nuova fase industriale e proprietaria. Il 30 ottobre 2026 Tata Motors ha completato il regolamento iniziale dell’offerta pubblica di acquisto: attraverso TML CV Holdings B.V. detiene 238.157.212 azioni, pari all’89,42% del capitale ordinario al netto delle azioni proprie. Con il pagamento dei titoli conferiti, l’ingresso di Iveco nel gruppo indiano diventa effettivo.
Il percorso era iniziato il 30 luglio 2025, con l’annuncio dell’accordo per un’OPA raccomandata dal consiglio di Iveco. La proposta iniziale prevedeva 14,10 euro per azione e un corrispettivo complessivo di circa 3,8 miliardi di euro, escludendo le attività della difesa e i proventi della loro separazione. L’obiettivo dichiarato era costruire un gruppo dei veicoli commerciali con portafogli, competenze e presenza geografica complementari.
Un passaggio decisivo è stato lo scorporo della difesa: il 18 marzo 2026 IDV e ASTRA sono passate a Leonardo. L’enterprise value di 1,7 miliardi annunciato nell’accordo corrispondeva, al closing, a un prezzo di cessione di 1,6 miliardi, soggetto agli aggiustamenti previsti. La separazione consentiva di procedere con l’acquisizione del perimetro civile da parte di Tata.
Pubblicato il documento d’offerta il 4 settembre 2026, l’OPA si è aperta il 7 settembre ed è proseguita fino al 26 ottobre. Durante il periodo di adesione, il 9 ottobre, il prezzo è stato aumentato a 14,40 euro per azione. L’assemblea straordinaria del 16 ottobre ha quindi approvato le deliberazioni funzionali alla nuova struttura societaria e alla governance successiva all’offerta.
Dopo la comunicazione dei risultati definitivi del 27 ottobre, il regolamento del 30 ottobre ha sancito il trasferimento del controllo. Si conclude così la fase centrale dell’acquisizione, mentre restano da completare i passaggi relativi alle minoranze e all’uscita dalla Borsa: controllo societario acquisito e proprietà del 100% sono, infatti, due traguardi distinti.
Closing Iveco-Tata: un esborso iniziale di circa 3,43 miliardi
Il corrispettivo di 14,40 euro applicato alle azioni acquistate nella prima fase determina un esborso di circa 3,43 miliardi di euro: è il risultato del numero di titoli regolati moltiplicato per il prezzo unitario, non il valore definitivo dell’intera operazione. L’offerta sarà riaperta dal 2 al 6 novembre 2026, con pagamento delle ulteriori adesioni il 13 novembre. Il comunicato congiunto rinvia a successive comunicazioni la definizione dei passaggi post-offerta, comprese le eventuali procedure di acquisto delle azioni residue, il diritto di acquisto previsto dall’ordinamento olandese oppure la scissione e liquidazione post-offerta. Il delisting resta dunque parte del percorso previsto, ma il comunicato di closing non ne annuncia il completamento.
Il perimetro entrato in Tata comprende i cinque marchi IVECO, FPT, IVECO BUS, HEULIEZ e IVECO CAPITAL. Secondo i dati riportati nella nota del 30 ottobre, Iveco Group impiega 33.000 persone e dispone di 16 siti industriali e 22 centri di ricerca e sviluppo.
Nuova governance Iveco: Chandrasekaran presidente, Persson confermato CEO
Il cambiamento più significativo riguarda il consiglio di amministrazione, che dal closing conta sei componenti, con un solo amministratore esecutivo: Olof Persson.
| Componente | Incarico nel nuovo consiglio |
|---|---|
| N. Chandrasekaran | Presidente e Senior Non-Executive Director |
| Olof Persson | Amministratore esecutivo e Chief Executive Officer |
| P. B. Balaji | Amministratore non esecutivo, Non-Independent Director A |
| Girish Wagh | Amministratore non esecutivo, Non-Independent Director A |
| Guenter Butschek | Amministratore non esecutivo, Independent Director B |
| Charles Nichols | Amministratore non esecutivo, Independent Director B |
La composizione esprime una scelta precisa: continuità nella guida operativa, affidata a Persson, e un collegamento diretto con il nuovo azionista nella presidenza e nel consiglio:
Natarajan Chandrasekaran, presidente di Tata Sons, porta al vertice di Iveco una figura centrale nell’architettura del conglomerato indiano. Il curriculum pubblicato per l’assemblea richiama la sua strategia “One Tata”, fondata su semplificazione, dimensione e sinergie. La sua nomina può quindi essere letta come un segnale del rilievo attribuito a Iveco nello sviluppo internazionale del gruppo.
La conferma di Olof Persson conserva invece un riferimento gestionale interno nella fase di transizione. La distinzione tra presidente non esecutivo e CEO mantiene separati il ruolo del vertice consiliare e la conduzione operativa.
Accanto al presidente entrano due figure con esperienze complementari.
P. B. Balaji, indicato nel curriculum assembleare come CEO di Jaguar Land Rover Automotive, ha ricoperto il ruolo di Group CFO di Tata Motors dopo l’ingresso nel gruppo nel 2017. Il suo profilo combina gestione finanziaria, trasformazione aziendale ed esperienza internazionale: competenze rilevanti per un’acquisizione che dovrà tradursi in risultati industriali e finanziari.
Girish Wagh, Managing Director e CEO di Tata Motors Limited, rappresenta invece il collegamento più diretto con il business dei veicoli commerciali dell’acquirente. Ha maturato oltre trent’anni di esperienza nello sviluppo prodotto, nella produzione e nella gestione aziendale, partecipando fra l’altro allo sviluppo del mini truck Tata Ace.
Gli indipendenti e la tutela degli impegni post-acquisizione
Un punto centrale della nuova governance riguarda Guenter Butschek e Charles Nichols, nominati Independent Director B.
Butschek porta esperienze ai vertici di Daimler, Airbus e Tata Motors, della quale è stato CEO dal 2016 al 2021. Il curriculum assembleare segnala inoltre il suo ingresso, nel maggio 2025, nel consiglio di Tata Motors come amministratore non esecutivo indipendente.
Nichols proviene da una lunga carriera finanziaria e manageriale in Unilever ed è amministratore non esecutivo di Jaguar Land Rover Automotive, dove presiede il comitato controllo. Il documento assembleare ne attesta il rispetto dei criteri di indipendenza del codice olandese di corporate governance.
Il loro ruolo supera la partecipazione ordinaria al consiglio. La documentazione dell’operazione affida ai due Independent Director B il monitoraggio degli impegni non finanziari, che riguardano personale, organizzazione, governance e strategia e valgono per due anni dal regolamento. Eventuali deroghe richiedono l’approvazione del consiglio, compreso il voto favorevole di ciascuno dei due.
È un presidio significativo nella transizione al nuovo controllo, senza equivalere a una garanzia generale di immutabilità dell’assetto industriale. La documentazione societaria prevede inoltre il mantenimento a Torino della sede principale delle attività e della direzione effettiva.
Dal 2 novembre Cretarola alla direzione finanziaria
La transizione comprende anche una nomina manageriale annunciata prima del closing. Damiano Cretarola assumerà il ruolo di CFO il 2 novembre 2026, succedendo ad Anna Tanganelli, ed entrerà nel Senior Leadership Team riportando direttamente a Persson.
Già Senior Vice President Planning & Controlling, Cretarola proviene dall’organizzazione del gruppo e ha ricoperto incarichi finanziari nelle attività CNH. La sua nomina affianca alla continuità del CEO una direzione finanziaria con conoscenza interna del business.
Il primo appuntamento finanziario della nuova fase è vicino: i risultati del terzo trimestre saranno pubblicati il 3 novembre, due giorni prima della data precedentemente prevista.
Per Iveco, il passaggio decisivo sarà ora trasformare la nuova dimensione proprietaria in competitività: accesso ai mercati, capacità d’investimento e valorizzazione delle competenze. Il closing definisce chi controlla il gruppo; l’esecuzione industriale dirà quale valore saprà creare.



