domenica, 14 Luglio 2024
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I noli internazionali: una indagine della Banca d’Italia rileva i principali dati

La Banca d’Italia conduce dal 1999 un’indagine campionaria con gli operatori del trasporto internazionale di merci, per raccogliere informazioni necessarie alla compilazione della bilancia dei pagamenti. Lo scopo principale della rilevazione è la stima dei costi unitari di trasporto in import ed export dall’Italia valevoli per le diverse modalità. Vengono anche stimate le quote di mercato dei vettori distinte per nazionalità. L’indagine del 2022 ha riguardato 216 imprese operanti in Italia e ha rilevato quasi 8.000 spedizioni tipo.

 

Secondo le rilevazioni della Banca d’Italia sui trasporti internazionali di merci, l’incidenza dei costi di trasporto sul valore delle merci spedite per il terzo anno consecutivo è cresciuta nelle esportazioni del 3,5% e nelle importazioni del 5,0% (i tassi di crescita del 3,4 e 4,8 % nel 2021). Il sensibile incremento dei noli in termini nominali (quindi tenendo conto anche degli aspetti inflattivi) è avvenuto in un contesto di significativi incrementi dei prezzi dei beni ed ha caratterizzato quasi tutti i comparti. A queste tendenze generali si sono aggiunti fattori specifici ai singoli settori, quali l’impatto delle tensioni geopolitiche sul bulk liquido (trasporto di petrolio e derivati) e le limitazioni dal lato dell’offerta nel trasporto marittimo di container, particolarmente acute nel primo semestre del 2022. Quest’ultimo comparto non è stato l’unico a registrare un andamento fortemente differenziato dei noli durante l’anno: a un incremento nei primi mesi si è frequentemente contrapposta una flessione nel secondo periodo. In un quadro generale nel 2022, dove le quote di mercato dei vettori italiani sono in leggera flessione, gli incrementi dei noli e delle quantità movimentate hanno determinato nella bilancia dei pagamenti dell’Italia un ulteriore deterioramento del deficit dei trasporti mercantili, che ha registrato un nuovo massimo storico pari a -14,4 miliardi di Euro, era di  -10,7 miliardi di Euro nel 2021.

 

L’andamento dei noli per modalità di trasporto

Di seguito vengono illustrati i principali risultati per modalità di trasporto e area di provenienza o destinazione delle merci. I costi sono valutati ai prezzi di mercato in Euro per tonnellata e includono i servizi accessori al trasporto come operazioni di carico, pedaggi autostradali e commissioni degli spedizionieri.

 

Trasporto stradale

Nel trasporto stradale si è registrato un incremento di quasi il 20 per cento dei costi medi stradali per tonnellata (nel confronto 2022/2021), che ha interessato sia i carichi completi FTL (+ 1,5 %)  e in misura maggiore in quelli parziali (+ 18,9 %), considerando la media di export e import esclusi i servizi ausiliari. Nel dettaglio l’incremento dei noli come media ponderata è stato del 18,1% in export e del 20,3 %  in import. A livello geografico i maggiori incrementi dei noli si sono registrati nelle spedizioni in export verso Spagna e Portogallo (+ 34,4 %) Francia (+ 30,5 %) e Germania (+ 24,3 %). Il forte incremento dei costi è legato alla crescita dei volumi movimentati, all’incremento dei prezzi dei carburanti (pur limitati dagli interventi governativi con il congelamento delle accise), al rincaro dei costi di manutenzione e dei pneumatici e, indirettamente, all’entrata in vigore del Mobility Package.

 

Trasporto ferroviario

Nel 2022 i costi medi complessivi a tonnellata del trasporto ferroviario (convenzionale, combinato e intermodale) sono aumentati del 10,5 % nelle spedizioni in export e del 9,9 % in quelle in import. Tra le aree geografiche, i rincari hanno riguardato soprattutto l’Europa centrale e la penisola iberica; la dinamica dei noli da e per l’Europa orientale e i Balcani è risultata assai meno intensa per effetto di alcuni fattori compensativi, come la realizzazione di treni più lunghi e l’adozione di incentivi allo shift modale. Anche nella ferrovia l’incremento dei prezzi energetici ha avuto delle ripercussioni, talvolta tramite applicazione di energy surcharges da parte degli operatori.

 

Trasporto aereo

Lo scorso anno i costi medi del trasporto aereo hanno avuto un leggero aumento pari al 2,8 % in export e al 5,2 % in import, concentrato in particolare nella prima parte dell’anno. La dinamica è stata molto eterogenea geograficamente: gli incrementi sono stati assai sostenuti per i noli da e verso i paesi asiatici (soltanto all’esportazione per la Cina), a fronte di riduzioni dei noli  per le spedizioni aeree da e per l’Europa (- 18,5 % in export e import) e il Nord America (- 8,5 % in export e – 50,6 % in import.

 

Trasporto marittimo

I noli delle spedizioni marittime sono stati rilevati distintamente per tecnica di trasporto: container, bulk liquido e solido, General Cargo e Ro-Ro, per tener conto delle peculiarità tariffarie esistenti.

Nelle spedizioni di container, i noli rilevati nell’indagine, espressi in dollari per TEU al netto dei servizi ausiliari,  hanno registrato rispetto al 2021 un incremento del 15,6 % in export e del 15,3 % in import;  mentre includendo i servizi ausiliari al terminal, trasferimenti terrestri e operazioni accessorie hanno registrato un incremento del 3,0% in export e un leggero calo – 0,4 % nelle importazioni sempre nel raffronto 2022 su 2021. Il dato medio nasconde tuttavia un andamento assai differenziato nell’arco dell’anno. I fattori che ne avevano provocato il rialzo nel 2021 hanno registrato un’inversione di tendenza nel corso del 2022: si sono osservate significative riduzioni del grado di concentrazione tra armatori e delle limitazioni dal lato dell’offerta (tra cui la difficoltà nel reperimento dei container e la congestione nei porti), nonché un rallentamento della domanda di carico e una sua più equilibrata ripartizione geografica. La dinamica dei noli è risultata assai eterogenea in termini geografici, risentendo di fattori specifici e dei precedenti andamenti, con i flussi più importanti (esportazioni verso il Nord America e importazioni da Cina e altri paesi asiatici) a guidare le tendenze medie. L’andamento degli altri fattori di costo (servizi ausiliari) e l’aumento dei carichi medi per container – in un’ottica di contenimento dei costi – hanno indotto una dinamica dei noli complessivi in Euro per tonnellata assai contenuta, spingendone i costi in termini reali su livelli al di sotto dei massimi registrati nel 2021, ma comunque elevati rispetto agli anni precedenti.

 

Le quote di mercato dei vettori

La quota di mercato media complessiva dei vettori italiani, calcolata ponderando per i costi del trasporto, è lievemente scesa rispetto all’anno precedente (14,3 % per cento rispetto al 14,6 % del 2021). Nel settore marittimo la quota dei vettori nazionali è rimasta quasi inalterata, confermandosi su un minimo storico (7,1 per cento); in ripresa le quote degli armatori nazionali nel traffico Ro-Ro e nel traffico di container è stata controbilanciata dai cali nei restanti comparti navali.

Nel trasporto stradale la quota di mercato dei vettori italiani è leggermente diminuita passando dal  22,6% del 2021 al 21,6 % dello scorso anno. Infine nel comparto aereo, la quota dei vettori nazionali è ulteriormente diminuita passando dal 14,3% del 2021 al 13,8 % del 2022, sempre a causa delle difficoltà della principale compagna aerea italiana.

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