martedì, 29 Novembre 2022
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Consulta autotrasporto: ultimo atto?

Dopo quella del Senato, è arrivata ieri anche l'approvazione da parte della Camera al Decreto Sviluppo sulla spending review che segnerebbe la fine della Consulta dell'Autotrasporto. Non è stato infatti introdotto alcun emendamento al decreto legge, che avrebbe potuto salvarla dalla norma che prevede l'abolizione degli organismi collegiali (come appunto consulte, osservatori e commissioni).
“Una scelta scellerata e ingiustificabile”, così ha commentato il presidente di FAI-Conftrasporto Paolo Uggè l'abrogazione della Consulta (e dunque dell'Osservatorio sui costi minimi che a questa fa capo), che sta suscitando preoccupazioni e malcontento tra le associazioni di categoria.
“Se il ministro competente ha emanato una direttiva precisa con la quale indica il programma di lavoro che la Consulta avrebbe dovuto portare avanti, come è stato possibile che il Governo abbia respinto gli emendamenti presentati che avrebbero mantenuto in vita, e senza costi per lo Stato, un organismo considerato utile?  Che razza di Governo è un esecutivo che sconfessa uno dei suoi ministri più significativi?” ha argomentato Uggè.
Anche Eleuterio Arcese, presidente di ANITA, si è espresso in difesa dell'istituzione con una lettera (personale) indirizzata al ministro Passera: “Un fatto negativo per i trasporti e per il Paese, perchè questo organismo è un importante luogo il cui il mondo del trasporto può discutere e proporre al Paese idee e suggerimenti” aggiungendo che la Consulta ”costa nel 2012 al Bilancio dello Stato 400mila euro, e nel 2013 ne costerà 250mila. Che cosa sono di fronte ai 40 miliardi di costi dell'inefficienza della logistica?”.

Le funzioni e la attività della Consulta, dovrebbero essere ricondotte ora al ministero dei Trasporti (Dipartimento dei trasporti) o all'Albo.

Luca Barassi
Luca Barassi
Direttore editoriale e responsabile.
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