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ETS marittimo, la Regione Sardegna investe 30 milioni

Soddisfazione di Anita per lo stanziamento di 30 milioni di euro annunciato dalla Regione Sardegna. L’investimento supporta le imprese di autotrasporto e logistica penalizzate dai maggiori costi derivanti dall’applicazione dell’ETS marittimo

L’Associazione chiede ora misure strutturali e un confronto con le istituzioni nazionali ed europee per tutelare la competitività delle economie insulari.

Soddisfazione di Anita per lo stanziamento di 30 milioni di euro annunciato dalla Regione Sardegna

ANITA esprime soddisfazione per lo stanziamento di 30 milioni di euro annunciato dalla Regione Sardegna con l’obiettivo di contenere i maggiori costi del trasporto merci da e per l’isola determinati dall’applicazione dell’ETS marittimo.

La misura rappresenta un primo segnale concreto nella direzione indicata dall’associazione, che da mesi richiama l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di introdurre strumenti straordinari di compensazione e mitigazione dei costi per sostenere le imprese sarde di autotrasporto e logistica.

Un’esigenza ribadita anche nel recente incontro con il Governo a Palazzo Chigi, in un contesto caratterizzato da forti squilibri competitivi aggravati dall’aumento dei costi energetici e dei carburanti dovuto alle tensioni internazionali.

Dal 1° gennaio 2024 il trasporto marittimo è stato incluso nel sistema ETS dell’Unione europea, il meccanismo che prevede l’acquisto di quote di emissione da parte degli operatori con l’obiettivo di ridurre l’impronta carbonica del settore. Per un territorio insulare come la Sardegna, dove il trasporto marittimo rappresenta un’infrastruttura essenziale per la movimentazione delle merci, l’applicazione dell’ETS produce effetti significativi sui costi di collegamento, con ripercussioni dirette sulla continuità delle filiere produttive e sulla competitività delle imprese locali.

Lo stanziamento annunciato dalla Giunta regionale rappresenta un primo riconoscimento degli sforzi compiuti dalle imprese di autotrasporto merci e logistica impegnate da e verso la Sardegna, strette nella morsa di rincari che non possono sostenere da sole e che non riescono a trasferire sulla committenza”, afferma il Presidente di ANITA, Riccardo Morelli.

Per questo accogliamo positivamente questo primo passo importante, che deve ora tradursi con urgenza in uno strumento di compensazione realmente operativo, capace di riportare equilibrio nel mercato e garantire la competitività di un territorio che rischia un progressivo indebolimento produttivo. In questo contesto, rivolgiamo un appello alle istituzioni nazionali affinché sostengano l’introduzione di provvedimenti adeguati a salvaguardare l’autotrasporto merci e la logistica delle isole, secondo il principio della continuità territoriale riconosciuto dalla Costituzione. Come ANITA, inoltre, riteniamo necessario che la Strategia per le isole presentata di recente dalla Commissione UE diventi l’occasione per valutare correttivi all’ETS marittimo, evitando così che uno strumento nato per accompagnare la transizione ambientale finisca per penalizzare in modo sproporzionato le economie insulari, il sistema produttivo nazionale e l’utilizzo dell’intermodalità”, conclude il Presidente Morelli.

Per l’Associazione, la sfida della transizione ambientale deve procedere di pari passo con la tutela della competitività delle economie insulari, evitando che misure pensate per favorire la decarbonizzazione si traducano in un aggravio eccessivo per le filiere produttive e logistiche che dipendono dal trasporto marittimo.

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