mercoledì, 1 Dicembre 2021

Parola d’ordine: rilancio del trasporto merci

Si è svolta questa mattina nella prestigiosa cornice del Rosa Grand Hotel in Piazza Fontana a Milano la conferenza stampa congiunta di UNRAE, ANFIA e FEDERAUTO dedicata alla filiera del trasporto merci e della logistica.

“La roadmap per il rilancio del trasporto merci” è stato il titolo della conferenza e il tema intorno al quale sono intervenuti Paolo A. Starace di UNRAE, Luca Sra di ANFIA e Gianandrea Ferrajoli di FEDERAUTO.

In un contesto nel quale il parco circolante dei veicoli industriali, in Italia, sfiora i 700.000 veicoli con ptt maggiore di 3,5 tonnellate, uno dei problemi più annosi è quello dell’anzianità, tra le più alte in Europa: l’età media dei mezzi è di 13,4 anni, i mezzi rispondenti alle Direttive di emissione ante Euro IV sono circa il 56%, percentuale che scende al 45,5% per i veicoli pesanti (superiori o uguali a16 t), che presentano un’età media di 11,5 anni.

La crisi del mercato, nonostante alcuni deboli segnali di ripresa, è evidente già dai primi mesi del 2021, che hanno registrato un crollo imponente delle immatricolazioni. Una crisi legata sia a quella economica e sanitaria, sia alla mancanza di componenti per la realizzazione dei veicoli di ultima generazione.

Da queste premesse, UNRAE, ANFIA e FEDERAUTO hanno lanciato una serie di proposte volte a guidare il settore verso la transizione energetica e quella digitale. Si tratta di proposte a più livelli che hanno lo scopo comune di rilanciare un settore cruciale per l’economia del nostro Paese. Proposte che riguardano l’adozione dei nuovi carburanti alternativi e delle nuove motorizzazioni, la diffusione di infrastrutture adatte ai nuovi veicoli e il riconoscimento di incentivi fiscali volti a incentivare l’adozione delle nuove tecnologie.

Lo spiega bene Paolo A. Starace, Presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE: “La transizione verso un sistema di trasporti completamente sostenibile è l’obiettivo desiderabile per il quale il nostro comparto dedica notevoli sforzi e investimenti, ma la diffusione dei motori elettrici, ibridi, a idrogeno e dei biocarburanti è ancora molto limitata per contribuire efficacemente agli obiettivi di decarbonizzazione. Allo scopo di accelerare la diffusione di queste motorizzazioni, nel breve periodo, è necessario prevedere misure di incentivazione per il ricambio dei mezzi più vetusti, anche con veicoli Euro VI di ultima generazione, in modo da ridurre notevolmente le emissioni di CO2 rispetto all’attuale parco. In quest’ottica chiediamo, tra l’altro, di rifinanziare l’ecobonus sui veicoli commerciali per tutto il 2021, di prevedere agevolazioni anche per il rinnovo del parco dei rimorchi e semirimorchi, di rendere operativo il sistema dei ‘certificati bianchi’ per il rinnovo delle flotte, e la rimodulazione del bollo dei veicoli industriali sulla base del criterio che chi più inquina più paga, con evidenti benefici per l’ambiente e la sicurezza”

Il rinnovo del parco passa da incentivi e sgravi fiscali

Una delle proposte principali riguarda proprio il parco circolante e la possibilità di una spinta al rinnovo grazie agli incentivi e agli sgravi fiscali. Questo vuol dire disincentivare l’utilizzo dei veicoli più inquinanti, rimodulare il rimborso dei pedaggi e delle accise sulla base delle classi Euro, rafforzare le politiche di sostegno al rinnovo del parco, come ad esempio ecobonus, incentivi all’autotrasporto, rottamazione e riconoscimento normativo del Progetto Diciotto. Anche prorogare ed incrementare la percentuale di credito di imposta per gli investimenti in beni strumentali materiali, rendere operativo il sistema dei certificati bianchi per il rinnovo delle flotte e rimodulare il bollo dei veicoli industriali sulla base del criterio «chi inquina paga» sono soluzioni che per le Associazioni velocizzerebbero la transizione energetica.

Come ha spiegato Gianandrea Ferrajoli, Coordinatore Federauto Truck: “Il rilancio del trasporto merci è strettamente connesso a una complessa e articolata trasformazione dell’intero comparto in un’ottica sostenibile ed ecologica, che riteniamo possa concretizzarsi anche e soprattutto attraverso forme di disincentivo all’utilizzo di mezzi obsoleti. Un veicolo su tre in Italia è infatti Euro 0, 1 o 2: un dato impressionante considerato che corrisponde al quintuplo della Germania e al triplo rispetto alla Francia. Per il graduale processo di passaggio a soluzioni di trasporto sempre più green, sono molte le proposte di ANFIA, FEDERAUTO e UNRAE: da varie forme di tassazione energetica, come la rimodulazione del bollo, agli incentivi per l’acquisto di nuovi veicoli. Le idee condivise oggi sono numerose perché non possiamo lasciarci sfuggire l’occasione offerta dai fondi previsti dal PNRR per una definitiva modernizzazione del comparto trasporti in un’ottica più moderna e rispettosa dell’ambiente”.

È necessaria una spinta a infrastrutture dedicate alle nuove tecnologie

Questo vuol dire potenziare la rete distributiva di carburanti alternativi comeCNG/LNG (per utilizzo biometano) negli interporti e nelle piattaforme logistiche, sviluppare una rete distributiva dedicata all’idrogeno e una rete di ricarica per veicoli commerciali e industriali elettrici.

Secondo Luca Sra, Delegato ANFIA per il Trasporto merci “Oltre ad essere indispensabile per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità ambientale del trasporto merci, il rinnovo del parco circolante risponde anche alla necessità di elevare gli standard di sicurezza dei veicoli che ogni giorno viaggiano sulle strade, superando la contraddizione tra gli enormi investimenti dei produttori per adeguarsi alle normative vigenti in materia e l’effettiva dotazione dei mezzi in uso – solo il 21,6% dei veicoli industriali circolanti è dotato dei dispositivi di sicurezza resi obbligatori dal 1° novembre 2015 (AEBS per la frenata autonoma d’emergenza ed LDW per il mantenimento della corsia). Per raggiungere i target di decarbonizzazione stabiliti dall’Europa, sarà importante il contributo di tutte le tecnologie, dal diesel pulito, grazie all’utile e necessario impiego dei biocarburanti, al gas naturale, come tecnologia ponte verso l’idrogeno. Parallelamente, urge lavorare per lo sviluppo infrastrutturale, dalle colonnine ad alto voltaggio per i veicoli commerciali e industriali, alla distribuzione dell’idrogeno, passi fondamentali per supportare la diffusione dei veicoli per il trasporto delle merci a zero emissioni”.

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