venerdì, 28 Gennaio 2022

Camion: abbattere le emissioni nocive al 98%

Riduzione dell’88% delle emissioni di monossido di carbonio, contenimento fino al 95% di quelle di idrocarburi, abbattimento del 97% delle emissioni di ossido di azoto e, addirittura, fino al 98% dei particolati. Sono queste le riduzioni delle emissioni nocive dei camion che in parte sono già state ottenute con le tecnologie motoristiche introdotte dal 1990 e che verranno completamente raggiunte con l’adozione nel 2013 delle norme Euro VI per i mezzi pesanti.
Dalle elaborazioni svolte, su dati della Commissione Europea, dall’Osservatorio AIRP sulla Mobilità Sostenibile emerge infatti che, fatta 100 l’emissione di monossido di carbonio di un camion Euro 0 immatricolato nel 1990, per un analogo mezzo Euro V del 2008 il livello
di emissione è già sceso a 12. Stessa dinamica anche per la riduzione dell’indice delle emissioni di idrocarburi che, dal 1990 è calato da 100 fino a 18 nel 2008 (Euro V) e scenderà ulteriormente a 5 nel 2013 (Euro VI). Ciò significa, quindi, che per i camion di nuova immatricolazione dal 1990 al 2013 le emissioni inquinanti si ridurranno dell’88% per il monossido di carbonio e del 95% per gli idrocarburi. Le emissioni di ossido di azoto che, dall’indice 100 per un camion del 1990, sono già scese a 14 nel 2008 e caleranno ulteriormente a 3 nel 2013 (Euro VI). Ancor più evidente è poi la riduzione delle emissioni di particolati il cui indice, dal 1990 al 2008, è già sceso da 100 a 5 e che con i camion Euro VI calerà a 2 (-98% sul 1990).

Per far fronte all’inquinamento ambientale, oltre che l’adozione di moderni camion altrettanto importante è agire sulla manutenzione. Il livello delle emissioni nocive, – evidenzia l’Osservatorio AIRP sulla Mobilità Sostenibile – è molto più elevato per i camion non sottoposti a periodica manutenzione. In ogni caso, per contenere gli impatti ambientali del trasporto occorre però anche incentivare tutti i possibili comportamenti virtuosi come, ad esempio, l’adozione di stili di guida ecosostenibili, il periodico controllo dei pneumatici per ridurre i consumi e le emissioni di CO2 ed anche l’impiego di pneumatici ricostruiti: una scelta dalle forti valenze ecologiche. Il pneumatico ricostruito, infatti, è un prodotto sicuro, tecnologicamente affidabile e per di più con prestazioni del tutto analoghe a quelle del pneumatico nuovo. La ricostruzione – sottolinea infatti l’Osservatorio AIRP – è la naturale prosecuzione della vita del pneumatico nuovo di qualità ed anche grazie ad essa il pneumatico può offrire un contributo importante per la salvaguardia ambientale. Il ricorso alla ricostruzione, similmente a quanto avviene nelle nazioni più avanzate, dovrebbe perciò aumentare anche nel nostro Paese consentendo di sfruttarne fino in fondo le valenze ecologiche e permettendo così di risparmiare fondamentali risorse energetiche e di rallentare lo smaltimento nell’ambiente di pneumatici usati.

Da AIRP

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