martedì, 27 Febbraio 2024
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“Autotrasporto e logistica: illegalità è il vero problema”

Le verifiche della Procura solo sul fronte di Brt riguardano «controlli di transumanza». Ovvero il passaggio da una cooperativa all’altra in rapporti con l’azienda, su quasi 3mila fornitori di manodopera per una forza lavoro in totale di 26.105 autisti. Nel provvedimento dei giudici si riassumono le dichiarazioni di decine di lavoratori.
Per due colossi della logistica come Brt e la filiale italiana di Geodis oggi è stata disposta l’amministrazione giudiziaria con accuse gravissime: frode fiscale e caporalato. Ovviamente attendiamo l’esito giudiziario, ma questa vicenda riapre l’enorme tema della legalità e del rispetto delle regole nel mondo dell’autotrasporto e della logistica. Se i fatti contestati saranno confermati, la fotografia che emerge è quella che da tempo denunciamo. Parliamo di un settore inquinato profondamente, dove le aziende sane vengono stritolate in un girone infernale con una deriva verso il basso che pare non aver fine”. A parlare è la presidente di Ruote Libere Cinzia Franchini.
“Se i colossi del settore mettono in pratica azioni illegali come il caporalto, allora non si capisce come aziende più piccole che si sforzano di operare nella legalità possano competere in termine di costo del servizio – continua Cinzia Franchini -. I costi minimi di riferimento elaborati dal Ministero dell’autotrasporto, non prevedendo né sanzioni né vincoli, rappresentano un libro dei sogni ipocrita che serve evidentemente a ripulire le coscienze di chi governa e ha la responsabilità di rappresentare l’universo dell’autotrasporto e della logistica e che finge di non sapere come funzioni davvero il sistema. La verità, come da tempo denunciamo, al di là del caso specifico emerso oggi è che l’illegalità diffusa e il radicamento mafioso rappresentano un problema enorme per l’autotrasporto, problema che si continua colpevolmente a sottovalutare. Evidentemente, al di là degli slogan e delle prediche periodiche, a tutti va bene così: va bene ai committenti che pagano un servizio a prezzi stracciati, va bene alle associazioni di rappresentanza e va bene al Governo. Certo, un mondo così uccide le imprese sane e i lavoratori trasformati in nuovi schiavi, ma non importa: le prime sono sempre meno e i secondi non hanno nemmeno la forza per alzare la voce”.
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