martedì, 7 Febbraio 2023
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Aumento pedaggi autostradali: “Cambiano i Governi ma le vecchie brutte abitudini rimangono”

“Cari colleghi autotrasportatori, siamo alle solite. Cambiano i Governi ma le vecchie brutte abitudini rimangono. L’aumento dei pedaggi autostradali si conferma una costante di inizio anno, puntuale e inaccettabile“. A parlare è Cinzia Franchini, la presidente di Ruote Libere, l’associazione autonoma che raggruppa piccoli imprenditori del trasporto merci in conto terzi.
Cinzia Franchini, la presidente di Ruote Libere, l’associazione autonoma che raggruppa piccoli imprenditori del trasporto merci in conto terzi.
Siamo davanti all’ennesimo schiaffo al mondo dell’autotrasporto piegato dal caro costi (carburante, pneumatici, adblue, assicurazioni) e alla conferma di una politica appiattita da anni su interessi particolari, quelli dei concessionari i quali, parallelamente, non hanno garantito un miglioramento del servizio, in primis sul fronte delle manutenzioni della rete autostradale. Basti pensare, solo per fare un esempio, ai danni che gli autotrasportatori subiscono da mesi, a causa di cantieri interminabili, nel tratto marchigiano ed abruzzese della Autostrada Adriatica. Inutile ricordare che i concessionari italiani hanno goduto nell’ultimo decennio di incrementi tariffari che vanno molto oltre le medie di altri settori, certamente molto di più della media dei trasportatori. Così i grandi utenti delle autostrade, proprio i camionisti, dovranno ancora una volta farsi carico di questi nuovi rialzi, solo in parte fintamente compensati dal sistema-beffa dei rimborsi dei pedaggi autostradali che, come noto, sono sempre e comunque vincolati ai consorzi di servizi, molti dei quali fanno riferimento alle stesse associazioni di categoria, i quali trattengono considerevoli fette delle agevolazioni concesse dal Governo per i camionisti sotto forma di commissioni, andando così ad assottigliare le reali risorse destinate alla categoria.
I pedaggi continuano ad aumentare senza poter minimamente mettere in discussione il modello di business che vede lo Stato rimborsare non gli autotrasportatori, bensì tutte le sovrastrutture create ad arte per riassorbire una parte importante di quegli stessi incentivi. Il tutto nel silenzio complice delle solite associazioni di rappresentanza che hanno già ottenuto ciò che preferiscono: proprio i vecchi rimborsi all’autotrasporto. Ruote Libere non si presta a questa messa in scena”. 
Conclude Franchini – “All’Esecutivo chiediamo dunque un congelamento degli aumenti richiesti dai concessionari. In ballo vi è la sopravvivenza delle imprese d’autotrasporto sane che – seguendo le logiche di mercato – non riescono più a far quadrare i conti. Domandiamo inoltre di rivedere da subito il sistema-beffa dei rimborsi dei pedaggi autostradali  e di concedere gli sconti agli autotrasportatori direttamente in fattura a fine mese, togliendo ogni intermediazione parassitaria”.
Redazione
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