domenica, 29 Maggio 2022
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Allarme IATA: crisi per il trasporto aereo

Peggiorano drasticamente le stime della Iata sul settore del trasporto aereo relative al 2009. A marzo l’associazione internazionale che riunisce le compagnie aeree aveva previsto per l’anno in corso perdite complessive per 4,7 miliardi di dollari, mentre oggi stima un ammontare di perdite globali pari a nove miliardi di dollari.

«Non esistono precedenti recenti – commenta il direttore generale e ceo Giovanni Bisignani durante il meeting annuale della Iata – che possano essere paragonati alla crisi economica attuale. Il terreno è slittato. La nostra industria è stata scossa. Questa è la situazione più difficile che l’industria sia mai stata chiamata ad affrontare», con «perdita di utili per 80 miliardi di dollari e ci troviamo nel bel mezzo di una recessione a livello mondiale».

Iata ha inoltre rivisto le proprie previsioni per il 2008 che precedentemente ammontavano a otto miliardi e mezzo di dollari di perdite e che ora si attestano a 10,4 miliardi di dollari. Secondo Bisignani, il futuro del settore «dipende dalla necessità di effettuare drastici ridimensionamenti ed ampi rimodellamenti».

L’associazione prevede per il 2009 un ribasso della domanda cargo del 17 per cento, mentre il traffico passeggeri è previsto in riduzione dell’otto per cento. In un contesto recessivo così difficile ci sono per Bisignani alcuni sviluppi positivi insieme ad alcune potenziali minacce: le spese di carburante sono previste in diminuzione e scenderanno di 59 miliardi di dollari.

Il carburante costituirà il 23 per cento dei costi operativi (il 31 per cento nel 2008) con un prezzo medio del petrolio di 56 dollari al barile (Brent), anche se c’è il rischio che «anche il minimo bagliore di speranza di ripresa economica serve a fare aumentare nuovamente i prezzi» del petrolio.

Da Shippingonline

Luca Barassi
Luca Barassi
Direttore editoriale e responsabile.
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