giovedì, 30 Giugno 2022
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Adriatico Baltico: ipotesi tracciato senza Italia

Il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, con i colleghi dell’Emilia Romagna Vasco Errani e del Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo, ha firmato una lettera congiunta, inviata al ministro per le infrastrutture Altero Matteoli, nella quale i tre governatori esprimono preoccupazione e chiedono l’intervento del ministro, “a seguito di recenti orientamenti, a noi sfavorevoli, che la Commissione Europea starebbe per predisporre all’interno della revisione sulla rete prioritaria dell’Unione Europea”. “Com’è noto – si legge nella lettera – l’aspirazione delle nostre Regioni, fatta propria e perseguita dal Ministero, è quella di assicurarsi l’inserimento della sezione Vienna-Graz-Klagenfurt-Udine-Trieste/Venezia-Bologna-Ravenna come estensione dell’attuale progetto prioritario 23, conosciuto come Asse Baltico-Adriatico, che risulta pienamente complementare rispetto all’asse del Brennero in quanto intercetta aree a forte sviluppo delocalizzativo dell’est e nord-est Europa”. Errani, Tondo e Zaia rilevano che nelle scorse settimane “la Commissione Europea avrebbe scelto il tracciato sloveno che collega Vienna a Graz e Maribor, intercettando il progetto prioritario n° 6 a Lubiana, anziché il tracciato italo-austriaco, funzionale ai porti dell’alto Adriatico italiano, concordato tra i due Paesi nel contesto del memorandum d’intesa del 6 ottobre 2006 tra i ministri di Italia, Austria, Repubblica Ceka, Slovacchia e Polonia e oggetto da oltre 3 anni di numerose iniziative intergovernative e interregionali con il coinvolgimento del sistema delle imprese”. Esprimendo “estrema preoccupazione” nell’apprendere che “la direzione generale trasporti dell’Ue avrebbe già predisposto una proposta tecnica che vedrebbe coinvolte la sola Austria e Slovenia nel processo di estensione del progetto prioritario 23”, i tre governatori scrivono di ritenere “incomprensibile tale scelta, che estromette i nostri sistemi economico-territoriali da un asse di penetrazione trasportistica vitale per i porti di Trieste, Monfalcone, Venezia e Ravenna e le nostre imprese. Tale scelta – aggiungono Errani, Tondo e Zaia – comprometterebbe lo spirito del recente regolamento sui corridoi ferroviari merci che invece poneva in maniera bilanciata la penetrazione verso nord su un asse italiano, Linea Pontebbana, ed uno sloveno, Tratta Maribor-Graz”, e contraddirebbe “quello stesso principio codificato nella metodologia comunitaria per la scelta dei progetti prioritari che predilige esplicitamente la minor distanza nei collegamenti”. I tre presidenti chiedono quindi a Matteoli “di intervenire con estrema urgenza e cortese risolutezza nei confronti del Commissario Europeo Siim Kalls e del ministro austriaco Doris Bures, al fine di manifestare congiuntamente l’intenzione dei ministeri italiano ed austriaco di inserire la sezione italiana dell’asse Baltico-Adriatico nella rete prioritaria europea”.

Da Regione Veneto

Luca Barassi
Luca Barassi
Direttore editoriale e responsabile.
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