Assopetroli-Assoenergia e Federmetano chiedono un intervento urgente del Governo- Quotazioni del gas in aumento da 75 a 105 euro/MWh e prezzi alla pompa fino a 2,50 euro/kg. Le associazioni chiedono l’apertura immediata di un tavolo di crisi per salvaguardare operatori, utenti e rete distributiva.
Il caro energia torna a mettere sotto pressione la filiera del metano e del biometano per autotrazione. L’impennata delle quotazioni del gas naturale, con conseguenti aumenti dei prezzi alla pompa, sta compromettendo la competitività di questi carburanti e la sostenibilità economica degli impianti di distribuzione.
A lanciare l’allarme sono Assopetroli-Assoenergia e Federmetano, che chiedono al Governo di intervenire tempestivamente attraverso l’apertura di un tavolo di crisi e l’introduzione di misure specifiche a sostegno dell’intero comparto.

I dati evidenziano una situazione in rapido deterioramento. Dall’inizio di ottobre, le quotazioni del gas naturale sono passate da circa 75 a 105 euro/MWh, mentre in alcuni distributori il prezzo del metano ha già raggiunto i 2,50 euro/kg. Una dinamica che rischia di azzerare il vantaggio economico del carburante rispetto alle alternative, con ricadute dirette su automobilisti, famiglie, imprese di trasporto e gestori degli impianti.
Uno scenario che potrebbe ulteriormente peggiorare con l’avvicinarsi della stagione invernale, alimentando le difficoltà di una rete distributiva già esposta alla volatilità dei mercati energetici.
«Siamo di fronte a un’emergenza che non ammette rinvii. Senza interventi immediati rischiamo di assistere alla progressiva chiusura degli impianti e alla perdita di un patrimonio infrastrutturale strategico, proprio mentre il Paese investe nello sviluppo del biometano e nella decarbonizzazione dei trasporti», dichiarano congiuntamente le due Associazioni.
La richiesta al Governo: misure specifiche per la filiera
Per Assopetroli-Assoenergia e Federmetano, il metano e il biometano destinati all’autotrazione devono essere inclusi tra i comparti destinatari delle nuove misure che il Governo sta valutando per contrastare il caro energia.
L’obiettivo è individuare strumenti in grado di contenere concretamente il costo dei rifornimenti e garantire la sostenibilità economica della rete distributiva, evitando che l’attuale crisi comprometta gli investimenti e le infrastrutture sviluppate negli ultimi anni.
Le due associazioni rivolgono quindi un appello al Ministero dell’Economia e delle Finanze, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, chiedendo la convocazione senza indugio di un tavolo di crisi e la definizione di un pacchetto di interventi a tutela di tutta la filiera. «Alla luce di questo scenario, chiediamo risposte concrete a una crisi straordinaria. Sarebbe un grave controsenso promuovere la transizione energetica e lasciare che una filiera già pronta a contribuire alla riduzione delle emissioni venga travolta dai rincari. Il Governo intervenga ora: non possiamo permetterci di perdere un settore strategico per la mobilità sostenibile del Paese».
La richiesta delle associazioni è dunque quella di un intervento tempestivo, che riconosca il ruolo del metano e del biometano nel percorso di decarbonizzazione dei trasporti e impedisca che l’attuale emergenza energetica si traduca in un ridimensionamento strutturale della rete e delle attività economiche collegate.


