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Gruppo Volkswagen, conti sotto pressione nei primi nove mesi del 2026

Gruppo Volkswagen: i risultati dei primi nove mesi evidenziano l’urgente necessità di agire. Ricavi a 233,4 miliardi di euro e vendite in calo dell’11% a 5,9 milioni di veicoli. Le voci straordinarie pesano per 8,7 miliardi di euro, mentre il Gruppo punta su un programma di riduzione dei costi da circa 31 miliardi di euro. Crescono gli ordini di veicoli elettrici in Europa e migliora il flusso di cassa netto della divisione Automotive.

Il Gruppo Volkswagen chiude i primi nove mesi del 2026 in un contesto di mercato complesso, caratterizzato dalla contrazione della domanda in Cina, dall’intensificarsi della concorrenza globale e dall’impatto dei dazi statunitensi. Dal 1° gennaio al 30 settembre 2026, i ricavi consolidati si sono attestati a 233,4 miliardi di euro, contro i 238,7 miliardi di euro dello stesso periodo del 2025, mentre il risultato operativo è sceso a 0,1 miliardi di euro, rispetto ai 5,4 miliardi registrati un anno prima.

A incidere sui conti sono state soprattutto le voci straordinarie, pari complessivamente a 8,7 miliardi di euro, di cui 7,8 miliardi contabilizzati nel terzo trimestre. Al netto di questi effetti, il risultato operativo raggiunge 8,8 miliardi di euro, con un margine operativo sulle vendite del 3,8%.

Per il Gruppo tedesco, i dati confermano la necessità di accelerare le misure di efficientamento e contenimento dei costi, mantenendo al contempo gli investimenti necessari per lo sviluppo tecnologico e la transizione verso la mobilità elettrica.
Vendite in calo dell’11%, a 5,9 milioni di veicoli

Nei primi nove mesi del 2026, il Gruppo Volkswagen ha venduto complessivamente 5,9 milioni di veicoli, contro i 6,6 milioni dello stesso periodo del 2025, con una flessione dell’11%.

La contrazione è riconducibile principalmente alla debolezza di alcuni mercati, in particolare quello cinese, e alla crescente pressione sui prezzi. Anche le restrizioni commerciali e i dazi hanno contribuito a condizionare l’andamento delle vendite.

Escludendo le joint venture cinesi, la riduzione dei volumi risulta più contenuta, pari all’1%. Sul fronte dei ricavi, il calo del 4% del business Automotive è stato parzialmente compensato dalla crescita dell’8% della divisione Financial Services, limitando la flessione complessiva del Gruppo al 2%.

Il quadro evidenzia una situazione articolata: alla riduzione dei volumi si affiancano le difficoltà legate alla redditività dei veicoli elettrici, che attualmente garantiscono margini inferiori rispetto ai modelli con motore a combustione.
Risultato operativo quasi azzerato dalle voci straordinarie

Il dato più significativo del periodo riguarda il risultato operativo consolidato, sceso a 0,1 miliardi di euro rispetto ai 5,4 miliardi dei primi nove mesi del 2025.

Le principali componenti straordinarie comprendono svalutazioni non monetarie relative a Porsche per 6,4 miliardi di euro, rettifiche di valore non monetarie relative alle attività delle società integralmente in Cina per circa 1 miliardo di euro e ulteriori oneri connessi alla prevista vendita di Volkswagen Osnabrück GmbH.

Al netto delle voci straordinarie, il risultato operativo si attesta a 8,8 miliardi di euro, con un margine del 3,8%. Un livello che, secondo il direttore finanziario e operativo Arno Antlitz, non è sufficiente a sostenere nel lungo periodo investimenti consistenti per lo sviluppo del Gruppo.

«I risultati dei primi nove mesi evidenziano che non possiamo permetterci di perdere tempo e dobbiamo agire rapidamente e con decisione», ha dichiarato Antlitz, sottolineando la necessità di procedere con determinazione nell’attuazione del piano industriale.

Future Plan: programma di riduzione dei costi da 31 miliardi di euro

Per recuperare redditività e rafforzare la competitività, Volkswagen punta sul Future Plan, un programma che comprende interventi sulla gamma dei modelli, sulle strutture organizzative, sui costi di produzione e sulle attività di sviluppo tecnologico.

Il piano prevede una gamma di prodotti più snella, strutture più semplici, una riduzione dei costi dei veicoli e dei costi generali, una maggiore efficienza degli stabilimenti e tempi più rapidi per lo sviluppo tecnologico.

Nel complesso, le misure individuate costituiscono un programma di riduzione dei costi pari a circa 31 miliardi di euro. La priorità, secondo il management, è garantire un’attuazione rapida e coerente degli interventi, in modo da migliorare strutturalmente la redditività.

La strategia si inserisce in una fase nella quale il Gruppo deve affrontare contemporaneamente la pressione competitiva internazionale, i costi della trasformazione industriale e la necessità di rendere economicamente sostenibile l’ampliamento dell’offerta elettrica.
Automotive, flusso di cassa netto in crescita del 145%

Tra gli elementi positivi dei primi nove mesi figura l’andamento finanziario della divisione Automotive. Il flusso di cassa netto ha raggiunto 4,4 miliardi di euro, contro 1,8 miliardi di euro nello stesso periodo del 2025, con un incremento del 145%.

Il miglioramento è stato sostenuto soprattutto dalla riduzione degli investimenti e dalle misure relative al portafoglio. Escludendo gli effetti delle operazioni di fusione e acquisizione, il flusso di cassa netto si è attestato a circa 3,9 miliardi di euro, rispetto ai 3,5 miliardi di euro dei primi nove mesi del 2025.

Il dato comprende versamenti per 0,5 miliardi di euro destinati ad aumentare la copertura degli obblighi pensionistici.

Al 30 settembre 2026, la liquidità netta della divisione Automotive era pari a 33,0 miliardi di euro, contro i 34,5 miliardi di euro al 31 dicembre 2025. La disponibilità finanziaria rimane quindi un elemento centrale per sostenere la trasformazione industriale e preservare una solida politica di liquidità.

Veicoli elettrici, ordini in aumento del 39% in Europa

In un quadro complessivamente difficile, il portafoglio ordini europeo offre segnali positivi, soprattutto sul fronte della mobilità elettrica.

Nei primi nove mesi del 2026, gli ordini acquisiti in Europa sono aumentati di circa il 4%, raggiungendo 3,0 milioni di veicoli, contro i 2,9 milioni dello stesso periodo del 2025. Gli ordini di veicoli elettrici a batteria (BEV) sono cresciuti del 39%.

Il portafoglio ordini europeo è aumentato dell’11% rispetto alla fine del 2025, raggiungendo circa 1,1 milioni di veicoli. A fine settembre, i modelli elettrici rappresentavano circa il 40% del portafoglio ordini europeo.

Un contributo significativo arriva dalla Electric Urban Car Family, per la quale Volkswagen ha già raccolto circa 150.000 ordini. Il dato conferma l’interesse del mercato per la nuova offerta elettrica, ma pone anche una questione economica: secondo il management, la maggiore incidenza dei BEV sulle vendite esercita una pressione sui risultati, poiché la loro redditività è attualmente inferiore a quella dei veicoli a combustione.

La sfida per il Gruppo consiste quindi nel trasformare la crescita commerciale dell’elettrico in un miglioramento sostenibile dei margini.

I risultati dei gruppi di Brand: Core, Progressive e Sport Luxury

Le performance dei diversi gruppi di Brand restituiscono un quadro differenziato.

  • Il gruppo Core ha registrato un risultato operativo di 4,3 miliardi di euro, rispetto ai 4,7 miliardi dell’anno precedente, con un margine operativo sul fatturato in calo dal 4,4% al 4,1%. Le vendite di veicoli e i ricavi sono rimasti pressoché stabili. La performance di Škoda ha compensato il risultato operativo del Brand Volkswagen, mentre il difficile contesto di mercato, l’espansione dei BEV e le voci straordinarie hanno pesato sui risultati.
  • Il gruppo Progressive ha visto il risultato operativo scendere del 26%, a 1,2 miliardi di euro, con un margine del 2,7%, contro il 3,2% dell’anno precedente. A incidere sono stati soprattutto il calo dei volumi in Cina e Nord America e gli effetti negativi legati al valore residuo dei veicoli. Parte dell’impatto è stata compensata dalla riduzione delle spese relative agli accantonamenti per le emissioni di CO₂ e alle misure di ristrutturazione.
  • Per Porsche, appartenente al gruppo Sport Luxury, il fatturato dei primi nove mesi si è attestato a 22,1 miliardi di euro, contro i 23,8 miliardi dello stesso periodo del 2025. Il risultato operativo ha raggiunto 1,5 miliardi di euro, rispetto a -0,2 miliardi di euro dell’anno precedente, dato influenzato dalle voci straordinarie. Il margine operativo è stato pari al 6,7%. Il risultato è stato sostenuto dalla maggiore incidenza dei modelli ad alto margine e dagli effetti positivi dei prezzi e del mix di prodotto, nonostante i volumi inferiori.

TRATON, ordini in crescita del 25%

La sede di Milano

Particolarmente rilevanti per il settore del trasporto sono i dati del gruppo Trucks, che comprende le attività riconducibili a TRATON.

Nei primi nove mesi del 2026, gli ordini acquisiti sono aumentati del 25%, raggiungendo 253.100 veicoli. Il fatturato è cresciuto del 2%, attestandosi a 31,9 miliardi di euro.

Il risultato operativo è stato pari a 1,7 miliardi di euro, in diminuzione del 2%. Il dato è stato penalizzato dalle voci straordinarie e dai dazi statunitensi, mentre l’andamento dei volumi ha fornito un contributo positivo. Il margine operativo ha raggiunto il 5,2%, con una flessione di 0,2 punti percentuali.

Dopo un inizio d’anno sottotono, il Gruppo segnala una ripresa dell’attività nel terzo trimestre. L’aumento degli ordini rappresenta un elemento da monitorare per comprendere l’evoluzione della domanda di veicoli industriali e le prospettive del comparto nei prossimi mesi.

CARIAD e Group Mobility

Nel periodo di riferimento, CARIAD ha migliorato il proprio risultato operativo di 0,2 miliardi di euro. Il fatturato dei primi nove mesi è aumentato del 31%, raggiungendo 1,3 miliardi di euro, grazie alla prosecuzione del programma di trasformazione e alla disciplina sui costi.

La divisione Group Mobility ha invece registrato un risultato operativo di 2,7 miliardi di euro, in calo del 7%, a causa dell’aumento degli accantonamenti per rischi. Il portafoglio dei contratti esistenti è cresciuto del 2%, raggiungendo 27,85 milioni di contratti.
Outlook 2026: ricavi attesi a 315 miliardi di euro e margine intorno all’1%

Per l’intero esercizio 2026, il Gruppo Volkswagen prevede ricavi pari a circa 315 miliardi di euro e un margine operativo intorno all’1%.

Per la divisione Automotive, le previsioni indicano un rapporto tra investimenti e ricavi compreso tra l’11% e il 12%, un flusso di cassa netto tra 3 e 6 miliardi di euro e una liquidità netta compresa tra 32 e 34 miliardi di euro.

Il Gruppo intende mantenere una solida politica finanziaria e di liquidità, pur in presenza di numerose variabili di rischio. Tra queste figurano l’andamento macroeconomico, le restrizioni al commercio internazionale, le tensioni geopolitiche, l’intensificarsi della concorrenza, la volatilità dei mercati delle materie prime, dell’energia e dei cambi e l’evoluzione dei requisiti normativi sulle emissioni.

Le previsioni si basano sull’ipotesi che l’attuale situazione dei dazi nel commercio internazionale rimanga invariata. Non è invece incluso un eventuale impatto futuro di un’escalation in Medio Oriente, che al momento non può essere valutato in modo attendibile. Le stime non comprendono inoltre i potenziali effetti derivanti dall’attuazione del piano Group Target Picture 2030 né dalla vendita di una quota di maggioranza di Everllence.

La priorità è recuperare redditività senza rallentare la trasformazione

I risultati dei primi nove mesi del 2026 mostrano le difficoltà che Volkswagen deve affrontare in una fase di profonda trasformazione del mercato automobilistico globale. Il calo delle vendite, la pressione sui prezzi, i dazi e le svalutazioni straordinarie hanno inciso pesantemente sui conti, mentre la crescita degli ordini elettrici e il miglioramento del flusso di cassa Automotive offrono alcuni elementi di tenuta.

Per il settore dei veicoli industriali, l’aumento degli ordini TRATON del 25% costituisce uno dei dati più significativi della relazione, insieme alla crescita del fatturato del 2% e al risultato operativo di 1,7 miliardi di euro.

La sfida per il Gruppo resta duplice: recuperare margini e competitività nel breve periodo, continuando a finanziare lo sviluppo dei prodotti e delle tecnologie del futuro. Il programma di riduzione dei costi da circa 31 miliardi di euro rappresenta lo strumento principale individuato dal management per raggiungere questo obiettivo, in un contesto nel quale la rapidità di esecuzione sarà determinante.

Fonte: Gruppo Volkswagen, *Media information n. 22/2026, 29 ottobre 2026 – Risultati dei primi nove mesi del 2026.

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