Le sfide dell’elettrificazione con Kässbohrer a IAA Transportation 2026. La seconda edizione del K-Expert Talk ha riunito operatori, costruttori di camion e fornitori di attrezzature per discutere le sfide dell’elettrificazione nel trasporto di liquidi e materiali sfusi
Infrastrutture di ricarica, standardizzazione e costo totale di esercizio sono i fattori chiave per accelerare la transizione.
Le sfide dell’elettrificazione con Kässbohrer a IAA Transportation 2026
In occasione di IAA Transportation 2026, Kässbohrer ha organizzato la seconda edizione del K-Expert Talk, un incontro dedicato al futuro del trasporto di liquidi e materiali sfusi e al passaggio verso tecnologie a zero emissioni. Il confronto ha coinvolto operatori del trasporto, costruttori di veicoli industriali e fornitori di attrezzature, con l’obiettivo di analizzare le condizioni necessarie per estendere l’impiego delle soluzioni elettriche nelle applicazioni specializzate, come il trasporto in cisterna e in silo.
Moderato da İffet Türken, membro del Consiglio di amministrazione di Kässbohrer, il panel ha approfondito gli aspetti operativi, gli sviluppi tecnici e i requisiti normativi che influenzano l’elettrificazione di questo comparto. Al confronto hanno partecipato Nanno Janssen, del gruppo Nanno Janssen/Sievers Logistics; Torsten Hermsen, responsabile dello sviluppo del business a zero emissioni di DAF Trucks; e Paul Keegel, Commercial Business Director Transport Solutions EMEIA di Ingersoll Rand Transport Solutions.
In apertura, Türken ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra i diversi attori della filiera. La transizione verso il trasporto a zero emissioni, ha evidenziato, non può essere affrontata da un singolo soggetto: operatori, costruttori, fornitori di attrezzature, clienti e partner tecnologici devono condividere esperienze e sviluppare soluzioni comuni.
È qui che si inserisce l’ultima innovazione presentata da Kässbohrer a IAA Transportation 2026: quello che l’azienda definisce il primo e unico silo per cemento a zero emissioni in Europa. Secondo quanto comunicato dal costruttore, la soluzione consente di recuperare il 44% della perdita di capacità di carico utile, favorendo al tempo stesso operazioni di trasporto di materiali sfusi completamente elettriche.
Il progetto rappresenta un esempio delle possibilità offerte dalla collaborazione ingegneristica per affrontare alcune delle criticità tecniche e operative che accompagnano l’elettrificazione dei trasporti specializzati.
I camion elettrici
Dal punto di vista degli operatori, Nanno Janssen ha condiviso l’esperienza maturata nella gestione di una flotta di 90 veicoli, di cui 60 camion elettrici, presso Nanno Janssen Group/Sievers Logistics.
Secondo Janssen, la domanda di trasporti elettrificati è in rapida crescita, in particolare da parte dei clienti attivi in settori ad alta intensità emissiva, come quello del cemento e dei materiali da costruzione. Per le aziende impegnate a ridurre le proprie emissioni, l’elettrificazione del trasporto rappresenta una delle leve disponibili per contribuire agli obiettivi di decarbonizzazione.
L’esperienza operativa citata durante il panel mostra inoltre che, attraverso strategie di ricarica ottimizzate e turni di lavoro doppi, i camion elettrici possono raggiungere circa 1.000 chilometri di percorrenza giornaliera. A questi risultati si accompagnano risparmi operativi legati ai minori costi energetici e alle esenzioni dai pedaggi, laddove previste.
DAF, infrastrutture e flessibilità progettuale al centro
Per Torsten Hermsen, le applicazioni specializzate come il trasporto in silo e in cisterna pongono sfide specifiche alla progettazione dei camion elettrici. I trattori devono integrare batterie di grandi dimensioni e, allo stesso tempo, lasciare spazio ai sistemi ausiliari necessari al funzionamento degli allestimenti, tra cui compressori e impianti idraulici.
Hermsen ha indicato nelle infrastrutture di ricarica il principale fattore abilitante per una diffusione più ampia dei veicoli elettrici pesanti. «Parking is charging», ha sintetizzato, richiamando la necessità di installare sistemi compatibili con i camion nei luoghi in cui i conducenti sostano durante le pause operative. Le infrastrutture attuali, infatti, sono spesso progettate soprattutto per le autovetture e non rispondono pienamente alle esigenze del trasporto pesante.
Guardando ai prossimi sviluppi, Hermsen ha individuato nel costo totale di esercizio (TCO) e nella diffusione delle infrastrutture i due fattori determinanti per accelerare l’adozione. La convenienza economica dei camion elettrici può migliorare grazie ai costi energetici più bassi, alla riduzione dei pedaggi e agli incentivi legati alle emissioni.
Infrastrutture, TCO e norme per accelerare la transizione
Dal confronto promosso da Kässbohrer sono emerse tre priorità per favorire la diffusione del trasporto a zero emissioni. La prima riguarda le infrastrutture: punti di ricarica compatibili con i veicoli industriali sono essenziali per garantire flessibilità operativa e sostenere l’impiego dei camion elettrici nelle attività quotidiane.
La seconda è la standardizzazione. L’armonizzazione delle architetture dei veicoli, dei sistemi di ricarica, delle norme e degli incentivi può facilitare l’adozione delle tecnologie e contenere i rischi degli investimenti.
Infine, il costo totale di esercizio assume un peso crescente nelle decisioni delle imprese. Il dibattito si sta progressivamente spostando dalla fattibilità tecnica alla competitività economica delle soluzioni elettriche. L’aumento dei volumi produttivi, il miglioramento delle batterie e l’evoluzione dei quadri normativi potranno contribuire a rendere il trasporto a zero emissioni più conveniente.


