Prevenzione e contrasto alle manovre speculative sui carburanti. Il decreto approvato ieri sera in Consiglio dei ministri e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale vale circa 500 milioni di euro
Si tratta di una misura straordinaria e limitata nel tempo, adottata per contenere gli effetti della crisi energetica sui prezzi al consumo, innescata dalle tensioni internazionali seguite all’attacco militare congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran del 28 febbraio 2026.
Il Decreto-Legge
Il Consiglio dei Ministri, su proposta della premier Giorgia Meloni e dei ministri Giancarlo Giorgetti, Gilberto Pichetto Fratin, Adolfo Urso e Francesco Lollobrigida, ha approvato un intervento temporaneo per contrastare il caro carburanti legato alle tensioni sui mercati internazionali e al conflitto in corso in Medio Oriente.
«Il provvedimento si compone di un decreto-legge e di un decreto interministeriale e prevede, a partire dal 19 marzo e per un periodo di venti giorni, una riduzione della tassazione su benzina, gasolio e GPL. L’effetto stimato è un calo dei prezzi pari a circa 25 centesimi al litro per benzina e diesel e di circa 12 centesimi al chilo per il GPL», si legge in una nota condivisa.
Viene inoltre riconosciuto un credito d’imposta sul gasolio destinato agli autotrasportatori e, nella misura del 20%, anche ai pescherecci, per il periodo compreso tra marzo e maggio.
Accanto a queste misure, viene rafforzata l’azione di prevenzione e contrasto alle speculazioni. In particolare, si intensifica il monitoraggio dei prezzi da parte del Garante per la sorveglianza dei prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Per tre mesi, le compagnie petrolifere dovranno comunicare e rendere pubblici i prezzi consigliati, che saranno sottoposti a controllo, con sanzioni in caso di mancato rispetto degli obblighi. Viene inoltre introdotto un sistema di vigilanza rafforzato lungo tutta la filiera, con l’obiettivo di individuare eventuali anomalie nei prezzi e contrastare pratiche speculative, anche attraverso segnalazioni alle autorità competenti.
Nel testo, pubblicato il 18 marzo in Gazzetta Ufficiale si legge: «Alla luce degli effetti economici causati dall’eccezionale aumento dei prezzi dei prodotti energetici, il governo ha deciso di intervenire rideterminando temporaneamente le accise su alcuni carburanti. In particolare, a partire dal giorno successivo alla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale (quindi da oggi 19 marzo, ndr) e per i venti giorni successivi, vengono fissate nuove aliquote: la benzina e il gasolio usato come carburante avranno un’accisa pari a 472,90 euro per 1.000 litri, mentre per il GPL utilizzato come carburante l’aliquota sarà di 167,77 euro per 1.000 chilogrammi».
Il taglio dunque ammonta a 417,4 milioni di euro nel 2026 e a 6,1 milioni nel 2028. Le ulteriori misure previste – il credito d’imposta per l’autotrasporto e quello destinato alla pesca – hanno un valore rispettivamente di 100 milioni e 10 milioni di euro.
Così in un video messaggio la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni: «Prevediamo un meccanismo anti-speculazione, vogliamo cioè legare in modo stringente il prezzo applicato ai consumatori dai petrolieri e dai distributori, all’effettiva variazione dei prezzi del greggio a livello internazionale. Perché non vogliamo che queste risorse che stiamo investendo, che sono soldi degli italiani, finiscano nelle mani degli speculatori.
L’intesa sul controllo dei prezzi
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, senatore Adolfo Urso, e il ministro dell’Economia e delle Finanze, onorevole Giancarlo Giorgetti, hanno avviato già da questa mattina – in collaborazione con la Guardia di Finanza – un’immediata attività di controllo sulla rete di distribuzione dei carburanti.
È attualmente in corso, a Palazzo Piacentini, una riunione della Cabina di regia della Commissione di allerta rapida. In questa sede, il Garante per i prezzi «sta fornendo alla Guardia di Finanza un elenco dettagliato degli operatori della distribuzione e delle compagnie petrolifere che non hanno ancora adeguato i prezzi al taglio delle accise, al fine di avviare un’immediata azione di controllo su tutta la rete stradale e autostradale».
Le Associazioni di categoria
Sul Decreto-legge n. 33 del 18 marzo 2026, entrato in vigore oggi, Alessandro Peron, Segretario Generale di FIAP dichiara: «Il decreto è un primo passo nella direzione giusta, e riconosce il ruolo strategico che l’autotrasporto svolge per l’economia del Paese e la competitività dell’industria manifatturiera e agroalimentare italiana». Poi aggiunge: «La Federazione verificherà che i 100 milioni stanziati per il credito d’imposta siano adeguati a ristorare effettivamente le imprese.
Un nodo però resta irrisolto. La riduzione del prezzo alla pompa «potrebbe disattivare il fuel surcharge nei contratti di trasporto, azzerando parte dei benefici del credito d’imposta».
Soddisfatti i vertici di UNATRAS: «Il governo ha recepito le richieste urgenti avanzate da tutte le associazioni del coordinamento unitario UNATRAS nel confronto con il viceministro dei trasporti Edoardo Rixi, intervenendo sia sul prezzo del carburante sia sul sostegno agli operatori».





