HomeAftermarketStoneridge: Natalia Noblet racconta il futuro del camion connesso

Stoneridge: Natalia Noblet racconta il futuro del camion connesso

Allo IAA Transportation 2026, Stoneridge ha presentato una piattaforma elettronica centralizzata che integra visione, connettività e nuove funzioni software. La presidente e CEO Natalia Noblet spiega a Trasportare Oggi come questa evoluzione possa semplificare il lavoro dei costruttori e migliorare l’operatività delle flotte.

Il futuro del camion passa anche dalla capacità di far dialogare le tecnologie che lo equipaggiano. Telecamere, sensori, sistemi di assistenza alla guida e servizi connessi mettono a disposizione sempre più informazioni, ma aumentano anche la complessità dell’elettronica di bordo. Per i costruttori, la sfida è integrare nuove funzioni senza moltiplicare centraline e attività di sviluppo; per gli autotrasportatori, trasformare questa evoluzione in strumenti utili, manutenzione più efficiente e maggiore disponibilità dei veicoli.
È in questo scenario che opera Stoneridge, fornitore globale di sistemi elettronici con sede a Novi, nel Michigan, attivo nei veicoli commerciali, negli autobus e nei mezzi destinati alle applicazioni fuori strada. Le sue competenze comprendono tecnologie di visione, controllo e connettività: ambiti che, nella strategia illustrata dall’azienda, sono destinati a convergere sempre più strettamente.
Un riferimento è MirrorEye, il sistema di visione a telecamere che, secondo i dati forniti da Stoneridge, ha superato le 200.000 unità consegnate nel mondo dal 2020, attraverso sei programmi con costruttori di veicoli. Un’esperienza industriale sulla quale l’azienda intende costruire il passaggio dai singoli dispositivi a piattaforme elettroniche integrate.

EVO ECU: le novità Stoneridge allo IAA Transportation 2026

Allo IAA Transportation 2026 di Hannover, il centro della proposta Stoneridge è stato EVO ECU, una piattaforma di controllo elettronico sviluppata specificamente per camion, autobus, pullman e mezzi off-highway. Hardware e software sono stati progettati insieme per concentrare capacità di elaborazione e condivisione delle informazioni in un’architettura centralizzata e scalabile. L’obiettivo dichiarato è facilitare l’integrazione di sistemi di assistenza alla guida, diagnostica e ulteriori funzioni software, consentendo alla piattaforma di evolvere con le esigenze del veicolo.
A mostrarne le possibilità è stato lo Stoneridge Innovation Truck, affiancato da un simulatore. Il dimostratore riunisce MirrorEye, telecamere aggiuntive, rilevamento degli oggetti e tecnologie di connessione tra motrice e rimorchio. Tra le funzioni illustrate figurano Forward Trailer Safe Path, che visualizza la traiettoria prevista del rimorchio durante una svolta, e due novità dedicate alla visibilità e alla protezione del mezzo. Surround View combina le immagini delle telecamere per offrire una vista dall’alto del camion e del rimorchio, a supporto delle manovre negli spazi ristretti. MirrorEye Surveillance Mode estende invece l’impiego delle telecamere alla sosta: il sistema è progettato per avvisare il conducente e registrare automaticamente un filmato quando qualcuno si avvicina o tenta di accedere al veicolo.
La portata di queste innovazioni, e il percorso necessario per trasferirle dai dimostratori ai programmi dei costruttori, sono al centro dell’intervista a Natalia Noblet, President and Chief Executive Officer di Stoneridge.

Natalia Noblet: «Il valore nasce dall’integrazione»

Con EVO ECU, Stoneridge propone una base per veicoli commerciali sempre più definiti dal software. Quale cambiamento strategico rappresenta?
«EVO ECU riflette un passaggio più ampio: dai singoli prodotti elettronici al supporto dei costruttori nella gestione del veicolo come sistema sempre più integrato. I veicoli commerciali ospitano più telecamere, sensori, display, funzioni di assistenza alla guida e connettività. Ciascuno di questi elementi può aggiungere una centralina, un livello software e un’attività di integrazione. La sfida, quindi, riguarda anche il modo di introdurre e gestire nuove tecnologie senza aumentare continuamente la complessità. EVO ECU è stata sviluppata specificamente per camion, autobus, pullman e mezzi off-highway. Hardware e software sono stati progettati insieme attorno a una piattaforma centralizzata e scalabile, permettendo di condividere capacità di elaborazione e informazioni tra funzioni che tradizionalmente si affidavano a centraline separate. Il nostro valore consiste nell’aiutare i clienti a integrare nuove funzioni in modo efficiente e a realizzare un’architettura capace di accogliere ulteriori sviluppi senza richiedere ogni volta una riprogettazione fondamentale».

Per le flotte si parla di diagnostica più efficace e maggiore disponibilità dei veicoli. Quali risultati sono già dimostrati e quali devono ancora essere misurati?
«È importante distinguere ciò che abbiamo dimostrato sul piano tecnico dai dati operativi specifici dei clienti, che emergeranno con l’avanzamento dei programmi verso l’impiego effettivo. L’Innovation Truck è stato sviluppato attraverso successivi cicli di ingegnerizzazione, partendo da MirrorEye e aggiungendo progressivamente rilevamento degli oggetti, Forward Trailer Safe Path, connettività del rimorchio e ulteriori display. I test in condizioni reali consentono di valutare la qualità delle immagini, le prestazioni di rilevamento e l’efficacia con cui le informazioni vengono presentate al conducente. Questo lavoro ha dimostrato il principio architetturale alla base di EVO ECU: riunire gli ingressi delle telecamere e degli altri sensori in un ambiente più integrato, condividere informazioni tra funzioni e display e sviluppare nuove capacità senza trattare ciascuna funzione come un progetto hardware separato. Per le flotte, la piattaforma supporta una diagnostica avanzata, aggiornamenti software da remoto e una migliore identificazione dei guasti. Il miglioramento della disponibilità del veicolo deve però essere dimostrato nell’attività dei clienti: non dichiareremmo una percentuale senza dati a supporto. Gli aspetti da misurare saranno diagnosi più rapide ed efficaci, aggiornamenti più efficienti e meno tempo trascorso inutilmente fuori servizio».

Che cosa cambia per l’autista quando MirrorEye, sensori e sistemi del rimorchio lavorano all’interno della stessa piattaforma?
«La vera opportunità consiste nell’utilizzare l’integrazione per ridurre la complessità anche per il conducente. Un camion può generare una grande quantità di informazioni utili, ma queste servono soltanto se arrivano nel momento giusto e vengono comprese rapidamente. Quando i sistemi della motrice e del rimorchio operano indipendentemente, rischiano di aumentare il numero di display, avvisi e informazioni da elaborare. Sull’Innovation Truck, MirrorEye, le immagini delle telecamere aggiuntive, le informazioni sul rimorchio e i dati del veicolo vengono presentati in un ambiente comune. Il rilevamento degli oggetti e le sovrapposizioni grafiche aiutano a indirizzare l’attenzione verso un possibile pericolo. Forward Trailer Safe Path ne è un esempio: può mostrare la traiettoria prevista del rimorchio in curva, aiutando a individuare i rischi durante la manovra. Surround View applica lo stesso principio combinando le immagini in una vista dall’alto. Riteniamo inoltre che i comandi fisici importanti mantengano un ruolo. La digitalizzazione deve migliorare la visibilità, ridurre gli sforzi superflui e rendere più accessibili le informazioni, soprattutto in un ambiente nel quale il conducente professionista trascorre molte ore».

Surround View e MirrorEye Surveillance Mode rispondono a esigenze di manovra e protezione durante la sosta. Che cosa serve per arrivare a una diffusione su larga scala?

«I problemi affrontati sono concreti: visibilità attorno a mezzi di grandi dimensioni, assistenza nelle manovre a bassa velocità e protezione del conducente e del carico quando il camion è parcheggiato. Surround View supporta le manovre negli spazi ristretti, mentre MirrorEye Surveillance Mode estende l’impiego delle telecamere oltre la guida, avvisando il conducente e registrando automaticamente un filmato quando qualcuno si avvicina o tenta di accedere al veicolo. Per passare dalla dimostrazione alla diffusione su larga scala, però, occorre più della verifica del funzionamento di una singola caratteristica. I veicoli commerciali operano a lungo, in condizioni impegnative e in molte configurazioni. Le nuove funzioni devono essere validate accuratamente, integrate nell’architettura del costruttore e progettate attorno alle esigenze degli autisti. Interfacce e avvisi devono essere utili, senza distrarre, considerando sicurezza e cybersicurezza come parti del sistema. Le flotte valuteranno se la tecnologia risolve un problema operativo e si inserisce naturalmente nel loro lavoro».

Guardando ai prossimi tre-cinque anni, quali risultati permetteranno di valutare la strategia Stoneridge?
«MirrorEye dimostra come una tecnologia possa passare dall’innovazione a una dimensione industriale significativa. Oltre alle oltre 200.000 unità consegnate attraverso sei programmi OEM, altri due programmi sono previsti al lancio nel 2028. Abbiamo inoltre numerose applicazioni su autobus e pullman e abbiamo recentemente annunciato una commessa da 42,3 milioni di dollari con un importante costruttore del settore. Nei prossimi anni vedo Stoneridge unire sempre più le proprie competenze nella visione e percezione, nel software e nella connettività. La visione resterà fondamentale, ma ulteriori opportunità arriveranno dall’utilizzo delle informazioni generate, dalla loro combinazione con altri dati del veicolo e del rimorchio e dalle funzioni che ne deriveranno per conducenti e operatori. I progressi potranno essere valutati attraverso risultati pratici. EVO ECU dovrà passare dalla dimostrazione e dai test su strada ai programmi dei clienti. MirrorEye dovrà continuare ad ampliare la propria presenza e sviluppare ulteriori applicazioni di sicurezza e protezione. La verifica più importante sarà l’esperienza dei clienti: sviluppo dei veicoli meno complesso, diagnostica e gestione del software migliori, nuove funzioni utili agli autisti e un contributo alla disponibilità dei mezzi. È su questi risultati che dovrà essere giudicata la nostra strategia»

Luca Barassi
Luca Barassi
Direttore editoriale e responsabile