giovedì, 18 Agosto 2022
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Prima candelina per il Passante di Mestre

Il presidente del Veneto Giancarlo Galan, sorridente e commosso, ha spento ieri la candelina numero uno sulla torta celebrativa preparata per il primo anno di vita del Passante di Mestre, opera della quale può vantare di essere l’artefice politico. Al suo fianco c’erano gli altri coprotagonisti di una vicenda straordinaria, tutta veneta, che ha dell’incredibile nello scenario delle opere pubbliche italiane: l’assessore alle politiche della mobilità Renato Chisso, il presidente della Concessioni Autostradali Venete Alfredo Biagini, l’ing. Giuseppe Fasiol e il “mitico” Commissario straordinario Silvano Vernizzi: i primi due intervenuti assieme a Galan alla tavola rotonda durante la quale hanno risposto alle domande di Antonello Francica direttore de “La Nuova Venezia”, Giorgio Gasco de “Il Gazzettino” e Ugo Savoia direttore del “Corriere Veneto”.

Cinque anni fa, all’inizio della legislatura, il Passante aveva cominciato a muovere i primi timidi passi: pochi avevano allora scommesso che sarebbe stato portato a termine nei tempi previsti. Invece, a fine legislatura, il Passante c’è, eccome, da mesi, se ne stanno completando le opere complementari, ha liberato la tangenziale di Mestre dal traffico e dall’inquinamento, ha eliminato gli incidenti mortali e ridotto significativamente quelli con danni e feriti, ha assorbito come previsto oltre 51 mila veicoli, mentre l’intero sistema Passante – Tangenziale ha visto incrementare del 30 per cento il traffico complessivo e aumentare la velocità media dei mezzi, segno di una più ampia liberazione anche della viabilità ordinaria nell’area centrale veneta.

Quella di ieri è stata una ricorrenza non solo per celebrare un traguardo raggiunto, ma pure per delineare come sarà il Veneto delle infrastrutture nell’immediato futuro e, da parte del presidente della Regione, anche per togliersi qualche sassolino dalle scarpe. “Abbiamo raggiunto il traguardo – ha ricordato Galan – a fronte di tantissimi no e distinguo, grazie alla Legge Obiettivo ma anche alla nostra determinazione e in virtù della nomina del Commissario straordinario. Alla figura del Commissario qualcuno si era opposto spargendo la voce che sarebbe servito al presidente per incassare tangenti. Il vero miracolo lo abbiamo fatto però con la CAV, che ha trasformato il problema traffico in una risorsa economica per il Veneto: contro questa società è stata fatta una forte azione di lobby prima, ma anche dopo la sua nascita, dal momento che solo pochi mesi fa qualcuno andava dicendo che a Natale scorso la società non avrebbe mangiato il panettone. Chiedo in quale altra parte d’Italia ci sia chi gode di una concessione dello Stato che produce utili per il territorio con 72 km di autostrada. E per dare l’idea di cosa abbiamo fatto, nel 2001 eravamo dal presidente Silvio Berlusconi io e il presidente della Lombardia Formigoni: io per il Passante, lui per la Pedemontana Lombarda. Noi oggi festeggiamo il primo anno di vita, loro hanno festeggiato ieri l’apertura dei cantieri”.

Il discorso si è poi allargato alla restante infrastrutturazione del Veneto, che ha visto completare l’idrovia fino a Mantova e Cremona e avviare l’ammodernamento della Litoranea Veneta, arrivare ormai al traguardo il Sistema Ferroviario metropolitano Regionale (“Nelle prossime settimane – ha annunciato Chisso – partirà intanto la navetta Mestre Mira Buse, mentre il resto del sistema verrà avviato a mano a mano che arriveranno i nuovi convogli, 23 dei quali acquistati dalla Regione”). Entro il 2014 -2015 saranno pronte la Pedemontana, la Nogara – Adriatico, la Terza Corsia da Mestre a Villesse, le autostrade del mare, il sistema delle tangenziali, il GRAP. Per quella data all’appello mancherà solo la Romea, mentre il prossimo impegno immediato è per l’Alta Capacità ferroviaria, che sta avendo una accelerazione e “senza la quale non possiamo spostare se non a parole traffico merci da strada a rotaia”.

Da Regione Veneto

 

Luca Barassi
Luca Barassi
Direttore editoriale e responsabile.
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