Ultimo miglio e logistica urbana, le sfide del futuro. A Transpotec Logitec 2026 il Sustainable Tour di evenT ha riunito operatori ed esperti per fare il punto sulle sfide e sulle opportunità che attendono il trasporto dell’ultimo miglio
L’appuntamento “Next Gen: ultimo miglio smart” è stato organizzato da evenT, il brand dedicato a eventi, formazione e informazione per il mondo dei trasporti, nato dall’esperienza editoriale di Trasportare Oggi in Europa e Vado e Torno. Il convegno è stato moderato dal direttore di Trasportare Oggi in Europa, Luca Barassi, e dal coordinatore redazionale di Vado e Torno, Fabrizio Dalle Nogare.
Ultimo miglio e logistica urbana, le sfide del futuro
Come cambierà la logistica dell’ultimo miglio nei prossimi anni? La risposta è passata da Transpotec Logitec 2026, dove il Sustainable Tour ha riportato al centro del dibattito uno dei temi più strategici per il mondo del trasporto e della distribuzione urbana. Il convegno “Next Gen: ultimo miglio smart”, organizzato da evenT – il brand dedicato a eventi, formazione e informazione nato dall’esperienza editoriale di Trasportare Oggi in Europa e Vado e Torno – ha riunito operatori, aziende, consulenti ed esperti del settore per analizzare come innovazione, tecnologia e nuove regole possano rendere la logistica cittadina più efficiente e sostenibile.
A guidare il confronto è stata la consapevolezza che il trasporto urbano sta attraversando una fase di profonda trasformazione. La crescita dell’e-commerce, l’aumento delle consegne, la richiesta di tempi sempre più rapidi e la congestione dei centri urbani stanno mettendo sotto pressione l’intera filiera distributiva.
L’intervento di apertura è stato affidato a Giovanni Garola, ricercatore senior presso lo Smart Urban Logistics Center del Politecnico di Milano, che ha iniziato la sua analisi dalle sfide che la logistica dell’ultimo miglio si troverò ad affrontare nei prossimi anni. Sfide che partono dalla fase di consegna al cliente finale, momento complesso dal punto di vista sia strategico, sia operativo.

Tavola rotonda
Il confronto tra i relatori ha evidenziato un elemento ricorrente: parlare di ultimo miglio al singolare è ormai riduttivo. Esistono infatti più ultimi miglia, con logiche differenti tra consegne e-commerce, distribuzione retail tradizionale, logistica B2B e trasporto di beni voluminosi.
Daniele Testi, presidente di SOS Logistica e CEO di Piano 23, ha messo in discussione l’idea di una regolazione uniforme delle città. Secondo la sua lettura, i limiti rigidi applicati in modo indistinto rischiano di produrre effetti controproducenti. Più efficace, invece, un impianto normativo costruito su “regole abilitatrici”, capaci di adattarsi ai diversi modelli operativi senza bloccarli.
Il tema della frammentazione emerge con ancora più evidenza nelle consegne che escono dallo schema classico del pacco leggero. Claudio Fraconti, presidente di Green Planet Logistics, ha portato l’attenzione sulle consegne cosiddette “pesanti”, che includono il trasporto verso esercizi commerciali e punti vendita. In questo caso la variabile critica non è solo il traffico urbano, ma la gestione dello spazio fisico: orari di accesso, disponibilità di aree di sosta e necessità di evitare conflitti con altri utenti della strada.
Il tema delle piazzole di carico e scarico è stato indicato come uno dei punti più trascurati nella pianificazione urbana. L’assenza di regole omogenee tra città diverse genera inefficienze operative e comportamenti adattivi non sempre coerenti con la sicurezza o la fluidità del traffico urbano. Per cui, strumenti di prenotazione degli spazi potrebbero rappresentare una leva concreta di miglioramento.
Burocrazia e segmenti di mercato
Francesco Pavolucci, general manager di Energo Logistic, ha ampliato la discussione sul tema della regolazione, concentrandosi sulle consegne di prodotti voluminosi come mobili ed elettrodomestici. In questo segmento, la logistica non si limita al trasporto, ma include installazione, coordinamento orario e interazione diretta con il cliente finale. Secondo Pavolucci, la complessità cresce quando alla variabilità operativa si aggiunge una struttura normativa disomogenea, fatta di permessi, procedure diverse tra territori e tempi non prevedibili. Questa frammentazione rende difficile costruire modelli organizzativi scalabili, costringendo gli operatori a soluzioni adattive locali invece che a sistemi standardizzati.
Uno dei punti centrali del confronto è stato il ruolo dell’innovazione tecnologica nella trasformazione del trasporto urbano. Il responsabile marketing di GATES, Sergio Piperno Beer ha invece presentato l’evoluzione dei modelli di noleggio applicati alla logistica elettrica, in particolare attraverso formule pay-per-use per furgoni elettrici. L’approccio proposto non si limita alla fornitura del mezzo, ma introduce una logica di servizio che integra flessibilità operativa e accesso semplificato alla tecnologia.
Paolo Volta, consulente e docente di logistica nonché coordinatore didattico evenT, ha riportato il focus sullo spazio urbano come infrastruttura dinamica. La città, ha osservato, non è un contenitore neutro ma un sistema in evoluzione, in cui la logistica contribuisce a ridefinire i flussi quotidiani. Un esempio è la cosiddetta “logistica del marciapiedi”, ovvero l’insieme delle attività di consegna e micro-movimentazione che avvengono nello spazio pedonale. Secondo Volta, la digitalizzazione di questi processi e la semplificazione dell’accesso ai permessi rappresentano passaggi necessari per ridurre attriti operativi e migliorare la gestione dei flussi.
Il confronto al Transpotec Logitec ha restituito un quadro coerente ma non risolto: tecnologia, elettrificazione e intelligenza artificiale stanno entrando stabilmente nei processi della logistica urbana, ma la loro efficacia dipende dalla capacità di integrare sistemi, regole e infrastrutture.


