I dati di UNRAE. A settembre 2026 le immatricolazioni scendono a 15.737 unità, mentre il consuntivo dei primi nove mesi registra una flessione del 4,8%
UNRAE sollecita interventi per sostenere la transizione energetica e chiede una revisione dei target europei sulle emissioni di CO₂.
I dati di UNRAE
Dopo il recupero di agosto, legato all’avvio degli incentivi, il mercato italiano dei veicoli commerciali leggeri torna a contrarsi. A settembre 2026 le immatricolazioni si fermano a 15.737 unità, in diminuzione del 6,9% rispetto alle 16.899 registrate nello stesso mese del 2025. Il bilancio dei primi nove mesi dell’anno conferma la debolezza del comparto: 134.885 veicoli immatricolati, contro i 141.641 dello stesso periodo del 2025, con una flessione del 4,8%.
Anche la quota dei veicoli commerciali elettrici puri (BEV) arretra, passando dal 5,7% di settembre 2025 al 5,3%. Il dato si ridimensiona rispetto al 7% raggiunto ad agosto, quando le immatricolazioni dei veicoli incentivati in pronta consegna avevano sostenuto la domanda.
«Il dato generale del mercato di settembre e la penetrazione delle alimentazioni a zero emissioni non sembrano influenzati dagli incentivi, i cui effetti residui dovrebbero spalmarsi sul mercato dei prossimi mesi. Si conferma ancora una volta come misure una tantum a rapido esaurimento non siano sufficienti a imprimere una traiettoria di crescita stabile», dichiara Roberto Pietrantonio, presidente di UNRAE.
Le richieste
Per l’associazione, lo sviluppo della mobilità a zero emissioni nel trasporto merci richiede misure strutturali e condizioni favorevoli agli investimenti. Tra le proposte figura l’estensione ai veicoli commerciali leggeri della pianificazione infrastrutturale già prevista per quelli pesanti, insieme alla riduzione del costo dell’energia destinata alla ricarica.
UNRAE chiede inoltre un credito d’imposta del 50% per gli investimenti privati in colonnine ad alta potenza, superiori a 70 kW, nel triennio 2027-2029.
Sul fronte europeo, dopo il rinvio del voto in Commissione Trasporti (TRAN) del Parlamento europeo, l’esame del Pacchetto automotive, che comprende le proposte di revisione degli obiettivi di emissione di CO₂ per i veicoli leggeri, dovrebbe riprendere nella seconda metà di ottobre, in vista del passaggio in plenaria atteso a novembre.
«In merito al quadro regolatorio eurounitario, UNRAE condivide pienamente la linea espressa da ACEA e ribadisce la necessità di ridefinire una traiettoria di decarbonizzazione specifica, sostenibile e realistica per il comparto dei veicoli commerciali leggeri», prosegue Pietrantonio.
L’associazione propone di ridurre il target di abbattimento delle emissioni di CO₂ al 35% entro il 2030, rispetto ai valori del 2021, in luogo del 50% attualmente previsto, e all’80% entro il 2035, anziché il 100%. Secondo UNRAE, l’Italia resta distante dall’obiettivo europeo del 2030: nei primi nove mesi del 2026 le emissioni medie si attestano a 183,5 g/km, a fronte di un target di 90,6 g/km.
Tra le richieste figura anche l’introduzione di verifiche di conformità su base quinquennale per i periodi 2025-2029 e 2030-2034, considerate più aderenti alle dinamiche effettive del mercato.
Noleggio a lungo termine
La struttura del mercato di settembre, sulla base di dati quasi definitivi, mostra andamenti differenti tra i canali di acquisto. I privati mantengono una quota del 12,3% nel mese e del 14,6% nel cumulato gennaio-settembre, pur con volumi in calo.
Le autoimmatricolazioni crescono e quasi raddoppiano la propria quota, raggiungendo il 10,9% a settembre e il 9,8% nei primi nove mesi, con un incremento di un punto percentuale nel cumulato. Il 57% delle autoimmatricolazioni del mese risulta concentrato su due marchi appartenenti allo stesso gruppo.
Il noleggio a lungo termine registra invece una contrazione delle immatricolazioni superiore al 30%, con una quota che scende al 31,9%, in diminuzione di 10,9 punti percentuali. Nel cumulato, le società Top si attestano al 29,4%, con una perdita di 3,8 punti.
Segno opposto per il noleggio a breve termine, che a settembre guadagna quasi un quarto delle immatricolazioni e raggiunge una quota del 6,6%, in crescita di 1,7 punti. Nei primi nove mesi si attesta al 6,3%.
Enti e società mantengono la prima posizione tra i canali, con volumi in aumento e una quota del 38,3% a settembre, in crescita di 4 punti percentuali. Nel periodo gennaio-settembre raggiungono il 39,9%, con un incremento di 1,4 punti.
Crescono le motorizzazioni ibride
Il diesel rimane l’alimentazione prevalente tra i veicoli commerciali leggeri, ma perde terreno: a settembre scende al 75,2% del mercato, con una flessione di 5,4 punti percentuali. Nel cumulato la quota è del 77,7%.
Prosegue la contrazione della benzina, che perde 0,4 punti e si ferma al 3,5% nel mese e al 3,6% nei primi nove mesi. Il GPL rappresenta l’1,2% delle immatricolazioni di settembre e il 2% del mercato cumulato.
I veicoli plug-in salgono all’1,6% nel mese e al 2,1% nel periodo gennaio-settembre. Gli elettrici puri scendono invece al 5,3% a settembre e al 3,9% nel cumulato, in calo di 0,6 punti rispetto al 4,5% dei primi nove mesi del 2025. Cresce, infine, la quota degli ibridi, che a settembre raddoppia raggiungendo il 13,1% del mercato. Nel cumulato gennaio-settembre arriva al 10,8%, con un incremento di 3 punti percentuali.
A settembre le emissioni medie ponderate di CO₂ dei veicoli commerciali leggeri aumentano dell’1,1%, passando dai 175,2 g/km dello stesso mese del 2025 a 177,1 g/km. Nei primi nove mesi del 2026 si registra invece una lieve riduzione dello 0,3%: il dato scende a 183,5 g/km rispetto ai 184,1 g/km del periodo gennaio-settembre 2025.


