mercoledì, 17 Agosto 2022
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L’Europa vuole il cielo unico

La Commissione europea ha chiesto all’Italia, a Cipro e alla Grecia di chiarire con urgenza le misure adottate per istituire blocchi funzionali di spazio aereo (FAB), previste dalla normativa del 2004 sul cielo unico europeo allo scopo di riformare l’obsoleto sistema europeo di controllo del traffico aereo. I blocchi funzionali di spazio aereo sono finalizzati a sostituire l’attuale congerie di 27 blocchi nazionali di traffico aereo con una rete di blocchi regionali, di dimensioni maggiori, per guadagnare in efficienza, tagliare i costi e ridurre le emissioni. Obiettivo della Commissione è prevenire una crisi di capacità in quanto nei prossimi 10-20 anni si prevede un aumento del 50% del numero dei voli.
Nel complesso, le inefficienze nel frammentato spazio aereo europeo comportano ogni anno costi straordinari per quasi 5 miliardi di EUR a carico delle compagnie aeree e dei loro clienti. In media un volo percorre 42 chilometri in più del necessario, costringendo gli aeromobili a consumare più carburante, generare maggiori emissioni, pagare maggiori diritti di utilizzo, già costosi di per sé, senza parlare dell’aumento dei ritardi. Gli Stati Uniti controllano uno spazio aereo della stessa estensione, avente un traffico superiore, con costi quasi dimezzati.
Il vicepresidente Siim Kallas ha dichiarato: “La presente azione legale deve inviare un messaggio politico forte circa la nostra determinazione a proseguire le riforme estremamente necessarie nell’ambito del controllo del traffico aereo in Europa. Per oltre 10 anni, sulla strada verso il cielo unico europeo, le nostre compagnie aeree e i loro clienti hanno dovuto sopportare ritardi e servizi non all’altezza. Non possiamo permetterci di continuare così. I cieli europei affrontano una crisi di capacità e la riforma del nostro obsoleto sistema di controllo del traffico aereo è troppo importante per i passeggeri, le compagnie aeree e l’ambiente per essere lasciata fallire”.
Nel 2004 è stato introdotto l’obbligo per gli Stati membri di istituire i FAB. A causa dei lenti progressi compiuti, nel 2009 è stato fissato il termine vincolante del 4 dicembre 2012, ma l’attuazione procede ancora troppo lentamente. La Commissione chiede ora chiarimenti, con una lettera di costituzione in mora, sulle misure adottate dall’Italia, da Cipro e dalla Grecia per istituire le strutture giuridiche di base per la realizzazione dei FAB.
I ritardi nell’istituzione dei FAB operativi impediscono in misura considerevole l’attuazione del cielo unico europeo dell’UE, causando così inefficienze in tutto il sistema europeo di gestione del traffico aereo, con costi aggiuntivi per quasi 5 miliardi di EUR all’anno che ricadono sulle compagnie aeree e i loro clienti, nonché un aumento dei tempi di percorrenza, dei ritardi e delle emissioni.

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