Il 28 febbraio 2026 l’attacco congiunto di Israele e Stati Uniti contro l’Iran ha creato un ponte, invisibile, tra i Paesi del Golfo e l’Italia. La guerra, attualmente in corso, ha innescato una grave crisi energetica, dovuta soprattutto alla chiusura dello Stretto di Hormuz, un passaggio strategico attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale.
La tregua annunciata da Washington di due settimane potrebbe rimettere in discussione i prezzi dei carburanti e alleviare i danni (non nell’immediato, ndr) che gravano sul settore dei trasporti e della logistica, maggiormente colpiti dall’aumento di gas e benzina. Uno dei punti chiave della distensione sarebbe la riapertura dello Stretto di Hormuz, che collega il Golfo Persico e il Golfo di Oman. Un ‘cessate il fuoco’ che al momento risulterebbe già violato.
Il mercato e la soluzione Made in Italy
In ogni caso, l’annuncio del cessate il fuoco ha provocato un immediato calo dei prezzi del petrolio e del gas, mentre le principali Borse – dall’Asia all’Europa fino a Wall Street – sono tornate in positivo dopo settimane di forti tensioni. Questa mattina, tuttavia, il petrolio (Brent) ha ripreso a salire, con un aumento del 2,4% fino a 97 dollari al barile.
Secondo gli ultimi dati riportati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy – rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit in data odierna – il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,792 €/l per la benzina e 2,184 €/l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,829 €/l per la benzina e 2,203 €/l per il gasolio.
Da Roma però arrivano rassicurazioni. Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni – così come riporta il Sole 24 Ore Radiocor – nel corso dell’informativa urgente sull’azione di Governo alla Camera dichiara: «Era nostra responsabilità intervenire sul costo del carburante lo abbiamo fatto con un primo provvedimento che ha tagliato di 25 centesimi al litro il prezzo di diesel e benzina e ha introdotto un meccanismo anti-speculazione che sta funzionando. Lo abbiamo fatto, inizialmente, per 20 giorni, in attesa degli sviluppi della crisi, e con il Consiglio dei Ministri di venerdì scorso lo abbiamo rifinanziato e prorogato fino al primo maggio».
La premier ha poi aggiunto: «Una scelta che rivendico anche alla luce delle novità di queste ore, e che moduleremo man mano che i negoziati di pace andranno avanti e ci daranno una prospettiva temporale chiara degli interventi richiesti».
La crisi energetica
L’Europa risente in modo significativo della crisi, pur ricevendo solo una quota limitata di petrolio e gas attraverso lo Stretto di Hormuz, che durante il conflitto è rimasto di fatto sotto il controllo iraniano. Nel 2025, secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, dallo stretto sono transitati quasi 15 milioni di barili di greggio al giorno. Di questi, circa 600mila barili quotidiani erano diretti verso l’Europa, a fronte di un fabbisogno complessivo dell’Unione europea di circa 13 milioni di barili al giorno.



