Dal 1° luglio 2026 l’Unione Europea introdurrà un nuovo onere doganale da 3 euro sulle importazioni extra-UE fino a 150 euro. Secondo Spring GDS, la misura avrà un impatto diretto su e-commerce, fulfilment e flussi logistici, accelerando la regionalizzazione delle supply chain
“Questi cambiamenti rappresentano un acceleratore di trasformazione per l’intero settore, in cui competenze doganali, agilità operativa e visibilità end-to-end diventeranno elementi competitivi determinanti”.
Dal 1° luglio 2026 l’Unione Europea introdurrà un nuovo onere doganale da 3 euro sulle importazioni extra-UE fino a 150 euro
Con l’introduzione, a partire dal 1° luglio 2026, di un nuovo onere doganale UE da 3 euro sulle importazioni extra-UE di valore pari o inferiore a 150 euro, Spring GDS prevede un impatto significativo sulle dinamiche dell’e-commerce cross-border in Europa.
La misura riguarderà tutte le importazioni extra-UE e andrà a incidere in particolare sui modelli ad alto volume e basso margine, mettendo sotto pressione le attuali strutture di fulfilment e i flussi logistici internazionali. Secondo l’azienda, questi cambiamenti rappresentano un acceleratore di trasformazione per l’intero settore, in cui competenze doganali, agilità operativa e visibilità end-to-end diventeranno elementi competitivi determinanti.
“Il cambiamento normativo spingerà verso reti di fulfilment più regionali, facendo crescere la richiesta di competenze doganali e portando il tema della visibilità del costo a destino e della resilienza operativa ancora più al centro delle priorità – commenta Gabriele Bavera, Managing Director di Spring GDS -. Il successo dipenderà meno dalla sola scala e più dalla capacità di riprogettare i modelli di fulfilment, anticipare la complessità normativa e costruire una logistica più resiliente e integrata a livello locale”. In questo scenario, i retailer saranno chiamati ad adottare strategie più strutturate, diversificando i modelli di fulfilment e rafforzando la trasparenza dei costi al checkout, oltre a migliorare la qualità dei dati prodotto e la corretta classificazione doganale.
Zero emissioni
Parallelamente, secondo Spring GDS, aumenterà la centralità delle reti di fulfilment locali e regionali, utili a ridurre attriti doganali e migliorare la prevedibilità delle consegne. L’azienda sottolinea inoltre come una comunicazione chiara verso il consumatore finale su dazi, tempi e costi di spedizione diventerà sempre più rilevante in un contesto di crescente complessità normativa.
Spring GDS, parte del gruppo PostNL, opera con oltre 20 hub su tre continenti e una rete di più di 230 partner logistici internazionali, raggiungendo 190 destinazioni globali. Sul fronte della sostenibilità, l’azienda utilizza HVO100 sulla rete stradale europea per ridurre fino al 90% le emissioni di CO₂ e SAF nel trasporto aereo con una riduzione fino all’80% lungo l’intero ciclo di vita, contribuendo alla riduzione delle emissioni Scope 3 e rafforzando il proprio impegno verso una logistica internazionale più responsabile.



