HomeAssociazioniConfetra: «Il rinvio della tassa sui piccoli pacchi non basta»

Confetra: «Il rinvio della tassa sui piccoli pacchi non basta»

Il rinvio al 1° ottobre dell’entrata in vigore del dazio sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra-Ue non convince Confetra, che pur accogliendo positivamente la decisione del Governo continua a chiedere l’eliminazione definitiva della misura e un coordinamento a livello europeo.

A ribadirlo è Carlo De Ruvo, presidente di Confetra (Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica), commentando il provvedimento contenuto nel nuovo decreto Infrastrutture approvato dal Consiglio dei Ministri.

«Il rinvio dimostra che il Governo ha ascoltato le preoccupazioni espresse dal settore e per questo va riconosciuta la sensibilità mostrata dall’Esecutivo», afferma De Ruvo. «Tuttavia la proroga non rappresenta una soluzione strutturale. Continuare a spostare l’entrata in vigore della misura genera incertezza per gli operatori e non affronta il problema alla radice».

Le preoccupazioni della filiera logistica

Secondo Confetra, l’introduzione del balzello sulle spedizioni di valore fino a 150 euro provenienti da Paesi extraeuropei rischierebbe di avere conseguenze significative sull’intero ecosistema logistico nazionale.

L’associazione stima infatti una possibile riduzione fino al 50% dei volumi legati all’e-commerce internazionale e ai flussi dell’ultra fast fashion. Una contrazione che, secondo la Confederazione, non produrrebbe gli introiti fiscali attesi ma potrebbe tradursi in una perdita netta per le casse pubbliche, con effetti negativi su porti, aeroporti, operatori logistici e attività collegate.

La posizione di Confetra era già stata formalizzata nelle scorse settimane attraverso una comunicazione indirizzata al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, nella quale venivano evidenziati i possibili impatti economici e occupazionali della misura.

Un provvedimento più volte rinviato

La tassa sui piccoli pacchi era stata introdotta con l’obiettivo di contrastare la crescente competitività dei grandi operatori dell’e-commerce extraeuropeo, in particolare quelli provenienti dall’Asia.

Nel corso dell’anno, tuttavia, il provvedimento ha subito diverse modifiche e rinvii: dopo una prima introduzione a gennaio, è stato sospeso a marzo, successivamente rinviato a luglio e infine posticipato al prossimo ottobre.

Per gli operatori del settore, questa continua revisione del calendario normativo rischia di complicare la programmazione delle attività e degli investimenti.

La richiesta: armonizzazione con l’Europa

Il nodo centrale, secondo Confetra, riguarda la necessità di evitare iniziative nazionali non coordinate con il quadro regolatorio comunitario.

«L’Italia non può muoversi autonomamente penalizzando le proprie infrastrutture logistiche», sottolinea De Ruvo. «Le misure devono essere armonizzate a livello europeo e coerenti con l’introduzione della futura handling fee comunitaria e del dazio unico europeo».

Il timore espresso dalla Confederazione è che un intervento unilaterale possa favorire lo spostamento dei flussi commerciali verso altri hub logistici del continente, riducendo la competitività di porti e aeroporti italiani nel mercato dell’e-commerce internazionale.

Per questo motivo Confetra continua a chiedere non solo il rinvio, ma il definitivo superamento della misura in favore di una regolamentazione condivisa a livello europeo, capace di garantire condizioni di concorrenza uniformi per tutti gli operatori della filiera.

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