giovedì, 27 Gennaio 2022

DHL porta al Salone del gusto prodotti provenienti dai più remoti angoli di mondo

Al Salone del Gusto, che si svolgerà fino al 27 ottobre a Torino, e a Terra Madre sarà possibile assaggiare prodotti provenienti dagli angoli più remoti e difficilmente raggiungibili della Terra, utilizzati in zone così circoscritte da essere spesso ignoti agli stessi abitanti della nazione da cui provengono. Vere e proprie chicche, la cui presenza è stata resa possibile dal supporto di DHL Express che, oltre al trasporto, si è occupato di definirne il processo di campionatura e analisi.

Sulla scorta delle indicazioni ricevute dal tavolo di lavoro organizzato da Slow Food – cui hanno partecipato il Ministero della Salute, la Dogana di Torino e DHL Express – è stato infatti messo a punto un percorso dedicato di sdoganamento per consentire sia la campionatura, sia le procedure di importazione del cibo, ottimizzandone il percorso in un’ottica green.

Ma come si è articolato il processo? DHL Express ha preso contatto con i Paesi indicati da Slow Food come potenzialmente interessanti per produzioni particolari e ha organizzato il ritiro del prodotto, verificando che avesse tutta la documentazione necessaria al trasporto. La spedizione, seguita e assistita fino all’arrivo in dogana a Bergamo, è stata quindi trasferita agli uffici di Torino da dove il prodotto è stato inviato al laboratorio chimico di analisi, per il rilascio della deroga all’importazione. In tal modo, prodotti sconosciuti al mercato che non potrebbero lasciare il loro Paese di origine sono stati importati in Italia in tutta sicurezza e hanno compiuto il primo passo per la promozione in ottica di “commercializzazione”, processo che necessita di un certificato di origine da parte dell’asl locale e di un’”etichetta” che identifichi il prodotto sui mercati internazionali. Molte eccellenze dell’economia contadina o familiare di Paesi in via di sviluppo, infatti, spesso non possono lasciare la nazione d’origine proprio perché sprovvisti di etichette e documenti ufficiali che ne certifichino l’origine e che ne consentano l’import e l’export.

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