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CLEPA: “I consumatori non sono pronti all’elettrico”. In Europa prevale la neutralità tecnologica

Il nuovo sondaggio YouGov commissionato da CLEPA in cinque importanti mercati europei mostra una distanza tra le attuali politiche dell’Unione e le intenzioni dei consumatori. Solo l’8% indica una vettura elettrica pura come possibile prossimo acquisto. In Italia il dato scende al 6%. Costi, infrastrutture e autonomia sono tra i principali ostacoli alla completa elettrificazione.

La transizione verso una mobilità a basse emissioni procede, ma secondo i consumatori europei non necessariamente nella direzione indicata dalle attuali politiche dell’Unione europea. È questo il quadro che emerge dal nuovo sondaggio commissionato da CLEPA, l’Associazione europea dei fornitori automotive, a YouGov, dedicato alla percezione dei cittadini sul processo di decarbonizzazione della mobilità in Europa e alle loro intenzioni di acquisto.

La domanda alla base dell’indagine è chiara: “L’UE sta andando nella direzione che le persone vogliono?”. Per rispondere, YouGov ha intervistato complessivamente 5.221 adulti in cinque importanti mercati automobilistici europei: Francia, Germania, Italia, Polonia e Spagna.

Il risultato generale evidenzia tre elementi. Il consumatore medio rifiuta un divieto tecnologico, considera una gamma di diverse motorizzazioni per il prossimo veicolo e ritiene che il proprio Paese abbia bisogno di ulteriore preparazione prima di poter arrivare alla completa elettrificazione.

Per CLEPA, dunque, le attuali politiche climatiche europee rischiano di essere fuori sintonia con la realtà dei consumatori. La prossima revisione degli standard di CO2 per auto e veicoli commerciali leggeri rappresenterebbe, secondo l’associazione, un’occasione importante per consentire una maggiore apertura alle diverse tecnologie di propulsione e allineare le politiche climatiche alle aspettative dei cittadini.

Nessuna tecnologia domina le preferenze

Alla domanda su quale veicolo gli intervistati sarebbero più propensi ad acquistare in futuro, emerge un mercato fortemente diversificato.

Considerando la media dei cinque Paesi, la benzina rappresenta la prima scelta con il 29%, seguita dalle vetture ibride HEV con il 20%. Il diesel si attesta al 14%, mentre le vetture plug-in hybrid o range extender PHEV/EREV raggiungono il 13%. Le elettriche pure BEV si fermano invece all’8%.

Il dato sulle elettriche a batteria è particolarmente significativo: con una media dell’8% nelle intenzioni di acquisto, le BEV non risultano la prima scelta in nessuno dei cinque Paesi analizzati.

Le HEV, inoltre, superano le BEV in quattro mercati su cinque. L’unica eccezione è rappresentata dalla Germania, dove l’intenzione di acquisto è molto simile: 13% per le ibride HEV e 14% per le elettriche BEV.

Il quadro che emerge è quindi quello di consumatori che non sembrano orientarsi verso un’unica tecnologia, ma valutano diverse soluzioni di propulsione.

Incentivi meglio dei divieti

La stessa tendenza emerge quando si passa dalle intenzioni di acquisto alle politiche che l’Unione europea dovrebbe adottare per ridurre le emissioni.

La soluzione più popolare, nella media dei cinque Paesi, è quella di incentivare i veicoli a basse emissioni senza vietare quelli ad alte emissioni. Questa posizione raccoglie il 47% delle preferenze.

Il 22% degli intervistati ritiene invece che l’Unione europea non dovrebbe avere alcun coinvolgimento nel mercato automobilistico, mentre soltanto il 17% sostiene un divieto completo dei veicoli ad alte emissioni.

Il dato rappresenta uno degli elementi centrali del sondaggio: la maggioranza dei cittadini non sembra chiedere un divieto delle diverse tecnologie, ma incentivi destinati a favorire quelle considerate più pulite.

Italia, benzina e ibride davanti all’elettrico

L’Italia conferma il quadro generale, con una preferenza ancora marcata per le motorizzazioni convenzionali e ibride.

Per il prossimo acquisto, la benzina è indicata dal 26% degli intervistati, mentre le ibride HEV raggiungono il 23%. Le PHEV e le EREV si fermano al 12%.

Le vetture elettriche pure, invece, raccolgono soltanto il 6% delle intenzioni di acquisto.

Anche gli italiani sembrano preferire gli incentivi ai divieti. Il 47% ritiene che l’UE dovrebbe incentivare i veicoli a basse emissioni senza vietare quelli ad alte emissioni.

Il 22% sostiene invece un divieto completo dei veicoli ad alte emissioni, mentre il 13% ritiene che l’Unione europea non dovrebbe avere alcun coinvolgimento nel settore automobilistico.

Il 77% degli italiani ritiene il Paese non pronto

Particolarmente interessante è il capitolo dedicato alla preparazione alla transizione elettrica.

In Italia, il 67% degli intervistati non si sente personalmente preparato a uno scenario nel quale tutte le nuove automobili siano completamente elettriche. Solo il 25% si considera pronto.

La percezione della situazione del Paese è ancora più negativa. Il 77% degli italiani ritiene che l’Italia non sia preparata alla completa elettrificazione, mentre soltanto il 17% pensa che lo sia.

Questa valutazione, secondo i risultati del sondaggio, è sostanzialmente trasversale alle diverse fasce d’età, alle regioni e alle appartenenze politiche.

Tra i più giovani emerge comunque una maggiore apertura: il 32% degli italiani tra 18 e 34 anni si considera preparato alla transizione, ma anche in questa fascia la maggioranza non ritiene di essere pronta.

Prezzi e infrastrutture sono i principali ostacoli

Per gli italiani, il primo problema da affrontare è quello economico. Il 47% degli intervistati indica infatti l’accessibilità economica dei veicoli elettrici come il principale ostacolo alla transizione.

Al secondo posto troviamo il costo dell’energia: il 42% considera il prezzo dell’elettricità un ostacolo. Un dato che evidenzia come, per i consumatori, il problema non sia soltanto il prezzo di acquisto del veicolo, ma anche il costo della sua gestione.

La disponibilità delle infrastrutture di ricarica viene indicata dal 40% degli italiani, mentre il 32% segnala come criticità l’autonomia delle vetture elettriche.

Un quarto degli intervistati, il 25%, ritiene inoltre che debbano migliorare i tempi di ricarica.

Più marginale appare invece la questione legata alla produzione delle batterie e alle catene di approvvigionamento: soltanto il 10% degli intervistati italiani la considera un elemento da migliorare.

Francia, preferenze distribuite tra le diverse tecnologie

In Francia le preferenze risultano distribuite tra più motorizzazioni. La benzina raccoglie il 22%, il diesel il 19%, le HEV il 18%, le PHEV/EREV il 12% e le BEV l’8%.

Il sondaggio evidenzia anche una forte differenza politica. Gli elettori di Marine Le Pen del 2022 mostrano una maggiore propensione verso la benzina, al 31%, rispetto a diesel e ibride. Gli elettori di Emmanuel Macron, invece, mostrano una maggiore propensione verso le ibride, al 24%.

Anche l’intenzione di acquisto di una vettura elettrica è maggiore tra gli elettori di Macron, all’11%, rispetto al 6% registrato tra quelli di Le Pen.

Sul fronte delle politiche europee, il 42% dei francesi preferisce incentivi senza divieti, mentre il 16% sostiene un divieto completo dei veicoli ad alte emissioni.

Il 26% ritiene che l’UE non dovrebbe avere alcun coinvolgimento nel mercato automobilistico. Questa percentuale arriva al 42% tra gli elettori di Le Pen.

Esiste inoltre un evidente divario generazionale: il 24% degli intervistati tra 18 e 34 anni sostiene un divieto completo, più del doppio rispetto all’11% registrato tra gli over 55.

Spagna, record per le ibride

La Spagna presenta il livello più elevato di intenzioni di acquisto per le vetture ibride HEV tra i cinque Paesi analizzati: 24%, la stessa percentuale registrata dalla benzina.

Seguono le PHEV/EREV con il 17%, il diesel con il 14% e le BEV con l’8%.

La Spagna è anche il Paese nel quale si registra il maggiore sostegno alla strategia basata sugli incentivi senza divieti: il 56% degli intervistati ritiene che l’UE dovrebbe incentivare i veicoli a basse emissioni senza vietare quelli ad alte emissioni.

Il 21% sostiene invece un divieto completo e il 13% ritiene che l’UE non dovrebbe intervenire nel mercato automobilistico.

Per quanto riguarda la preparazione personale, la Spagna è il Paese con la percentuale più alta di cittadini che si considerano pronti alla completa elettrificazione: il 27%. Si tratta comunque di una minoranza.

Il 19% ritiene inoltre che la Spagna sia pronta alla completa elettrificazione, mentre il 75% la considera non preparata.

Il principale ostacolo è rappresentato dalla disponibilità delle infrastrutture di ricarica, indicata dal 56% degli intervistati. Seguono l’autonomia, al 44%, e l’accessibilità economica dei veicoli, al 36%.

Polonia, la benzina resta al 40%

In Polonia la benzina mantiene una posizione nettamente dominante. Il 40% degli intervistati la indica come possibile scelta per il prossimo veicolo.

Le ibride HEV rappresentano la principale alternativa ai motori convenzionali, con il 21%, mentre il 10% prenderebbe in considerazione una PHEV o una vettura range extender.

Le elettriche pure si fermano invece al 4%.

Anche i polacchi preferiscono gli incentivi ai divieti: il 47% sostiene l’incentivazione dei veicoli a basse emissioni senza vietare quelli ad alte emissioni, mentre il 26% ritiene che l’UE non dovrebbe essere coinvolta nel mercato automobilistico.

Solo il 10% sostiene un divieto completo.

Sul fronte della preparazione, il 70% degli intervistati non si sente pronto alla completa elettrificazione e soltanto il 16% si considera preparato.

La percezione della situazione nazionale è ancora più negativa: solo il 13% ritiene che la Polonia sia pronta alla transizione, mentre il 76% la considera non preparata.

Anche in questo caso costi e infrastrutture rappresentano i principali ostacoli. Il 48% chiede una maggiore accessibilità economica delle vetture elettriche, il 42% indica il prezzo dell’elettricità e il 47% la disponibilità delle infrastrutture di ricarica.

Germania, l’elettrico cresce ma la benzina resta davanti

La Germania è il mercato nel quale emerge il maggiore interesse per le motorizzazioni elettrificate tra i cinque Paesi analizzati.

Il 14% degli intervistati prenderebbe in considerazione una BEV, il 13% una HEV e il 12% una PHEV o una vettura range extender.

Nonostante la maggiore apertura all’elettrico, la benzina rimane comunque la singola scelta più popolare, con il 34%.

Anche in Germania gli incentivi prevalgono sui divieti. Il 43% sostiene che l’UE dovrebbe incentivare i veicoli a basse emissioni senza vietare quelli ad alte emissioni. Il 15% è favorevole a un divieto completo, mentre il 30% ritiene che l’UE non dovrebbe avere alcun coinvolgimento nel mercato automobilistico.

Tra i giovani tedeschi l’interesse per l’elettrificazione è più elevato: il 18% degli intervistati tra 18 e 34 anni prenderebbe in considerazione una BEV.

Tuttavia, la maggioranza della popolazione non si sente ancora pronta. Soltanto il 22% dei tedeschi si considera personalmente preparato a un futuro nel quale tutte le nuove vetture siano elettriche, mentre il 66% non lo è.

Anche in questo caso il fattore anagrafico pesa: il 34% dei giovani tra 18 e 34 anni si considera pronto, contro appena il 15% degli over 55.

La Germania viene inoltre percepita come ancora meno preparata rispetto ai singoli cittadini: solo il 15% ritiene che il Paese sia pronto alla completa transizione elettrica, mentre il 75% lo considera non pronto.

Tra i principali ostacoli vengono indicati la disponibilità delle infrastrutture di ricarica, dal 55%, l’autonomia, dal 40%, il prezzo dell’elettricità, dal 38%, e l’accessibilità economica dei veicoli, dal 37%.

In Europa il 68% non si sente pronto

Guardando complessivamente ai cinque mercati, il messaggio del sondaggio è particolarmente chiaro. In media, il 68% dei consumatori non si sente personalmente preparato a un futuro in cui tutte le nuove automobili siano completamente elettriche.

La percezione della preparazione dei singoli Paesi è ancora più negativa. La preparazione personale raggiunge in media il 23%, mentre quella attribuita al proprio Paese si ferma al 17%.

Complessivamente, il 75% degli intervistati ritiene che il proprio Paese non sia pronto alla completa elettrificazione. Una visione pessimistica che, secondo CLEPA, si ripete in tutti e cinque i mercati analizzati.

Tra coloro che considerano il proprio Paese non preparato, i principali ostacoli sono l’accessibilità economica dei veicoli e la disponibilità delle infrastrutture di ricarica, entrambi indicati dal 46% degli intervistati.

Seguono l’autonomia, al 39%, e il prezzo dell’elettricità, al 35%.

La questione riguarda anche il trasporto e la filiera automotive

Sebbene il sondaggio sia concentrato sulle nuove autovetture, i risultati assumono un peso più ampio per l’intera filiera automotive europea, compreso il mondo dei veicoli commerciali e industriali.

Il tema della neutralità tecnologica, infatti, è destinato a rimanere centrale nel confronto sulla decarbonizzazione del trasporto. La disponibilità di infrastrutture, i costi dell’energia, l’accessibilità economica dei veicoli e le caratteristiche operative delle diverse tecnologie rappresentano fattori determinanti nelle decisioni di acquisto.

Per CLEPA, la decarbonizzazione deve quindi essere accompagnata da condizioni che consentano ai cittadini e alle imprese di affrontare la transizione senza limitare in modo prematuro le alternative tecnologiche.

CLEPA: un’opportunità con la revisione degli standard CO2

Secondo l’associazione europea dei fornitori automotive, i risultati del sondaggio mostrano che il consumatore medio rifiuta un divieto tecnologico, sta valutando una serie di differenti motorizzazioni per il prossimo veicolo e ritiene che il proprio Paese necessiti di ulteriore preparazione per arrivare alla completa elettrificazione.

Da qui la posizione di CLEPA: le attuali politiche climatiche dell’UE non sembrano essere pienamente in linea con la realtà dei consumatori.

La revisione degli standard di CO2 per auto e veicoli commerciali leggeri viene quindi considerata un’opportunità fondamentale per consentire una maggiore apertura a un insieme più ampio di tecnologie di propulsione e per allineare le politiche di decarbonizzazione alle aspettative dei cittadini.

Il messaggio che emerge dall’indagine non è dunque un rifiuto della decarbonizzazione, ma la richiesta di un percorso percepito come più realistico, nel quale gli incentivi alle tecnologie a basse emissioni abbiano un ruolo maggiore rispetto ai divieti e nel quale costi, infrastrutture e condizioni di utilizzo vengano affrontati prima di arrivare alla completa elettrificazione.

CLEPA, i numeri della filiera europea

CLEPA, con sede a Bruxelles, rappresenta oltre 3.000 aziende, dalle multinazionali alle piccole e medie imprese, che forniscono componenti e tecnologie all’industria automobilistica europea per una mobilità sicura, intelligente e sostenibile.

I fornitori automotive europei investono oltre 30 miliardi di euro ogni anno in ricerca e sviluppo e impiegano direttamente 1,7 milioni di persone nell’Unione europea.

Secondo i dati forniti da CLEPA, il 75% del valore di un veicolo deriva da parti, componenti e sistemi. Ogni anno vengono registrati oltre 39.000 nuovi brevetti, mentre il settore automotive rappresenta il 32% degli investimenti complessivi in ricerca e sviluppo nell’UE, risultando il principale investitore privato.

La filiera automotive europea genera inoltre 1,7 milioni di posti di lavoro diretti nell’UE e ha prodotto un surplus commerciale di 26,7 miliardi di euro nel 2023.

Il sondaggio YouGov

Tutti i dati, salvo diversa indicazione, provengono da YouGov Plc. Il campione complessivo è stato di 5.221 adulti: 1.067 in Francia, 1.009 in Germania, 1.063 in Spagna, 1.028 in Italia e 1.054 in Polonia.

La rilevazione è stata effettuata online tra il 7 e il 16 luglio 2026. I dati sono stati ponderati e sono rappresentativi della popolazione adulta, dai 18 anni in su, di ciascun Paese analizzato.

Il risultato complessivo restituisce quindi un quadro nel quale la transizione verso la mobilità elettrica è considerata ancora lontana da una piena maturità. I consumatori europei continuano a valutare diverse tecnologie, mentre la maggioranza preferisce politiche di incentivo rispetto ai divieti.

Per il settore automotive e per l’intera filiera del trasporto, il confronto sulla neutralità tecnologica resta così aperto. E i dati raccolti da CLEPA indicano che, almeno dal punto di vista dei consumatori, il percorso verso la decarbonizzazione dovrà tenere conto soprattutto di tre fattori: costi, infrastrutture e reale disponibilità delle diverse tecnologie.

A. Trapani
A. Trapanihttps://www.andreatrapani.com
Redattore e Responsabile Area Web Trasportare Oggi in Europa