sabato, 21 Marzo 2026
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Carburanti, Ruote Libere: “Promessa tradita sulle accise”

«Mentre il petrolio sfiora i 105 dollari al barile a causa delle tensioni internazionali e dei rischi sul traffico nello Stretto di Hormuz, il Governo continua a non assumere alcun provvedimento sulle accise sui carburanti. Una situazione francamente inaccettabile». Lo afferma Cinzia Franchini, presidente di Ruote Libere, associazione che rappresenta gli autotrasportatori.

Cinzia Franchini, la presidente di Ruote Libere, l’associazione autonoma che raggruppa piccoli imprenditori del trasporto merci in conto terzi.
«Durante la campagna elettorale del 2022 Giorgia Meloni aveva promesso il taglio delle accise sui carburanti accusando i governi precedenti di fare cassa sulla pelle di chi lavora. Oggi però quelle promesse sono rimaste lettera morta – prosegue Franchini –. Le accise non sono state ridotte e il taglio temporaneo introdotto dal governo precedente non è stato rinnovato».
Secondo Ruote Libere la dinamica fiscale sui carburanti è evidente. «Tra accise e IVA lo Stato incassa ogni giorno oltre 100 milioni di euro dalla vendita di benzina e gasolio. È chiaro quindi che più il prezzo dei carburanti aumenta, più cresce anche il gettito fiscale». A questo si aggiunge il recente riallineamento delle accise. «Dal 1° gennaio 2026, con il cosiddetto riallineamento fiscale, l’accisa sul gasolio è stata portata a 672,9 euro per mille litri. Un ulteriore aumento della pressione fiscale proprio sul carburante che alimenta il trasporto merci».
«La verità – conclude Franchini – è che gli autotrasportatori stanno sostenendo costi sempre più pesanti mentre lo Stato continua a incassare. Ma senza il trasporto su strada l’economia italiana si ferma. Continuare a trattare il settore come un bancomat fiscale è semplicemente irresponsabile».
Foto di Engin Akyurt da Pexels: https://www.pexels.com/it-it/foto/ugelli-di-riempimento-della-pompa-di-benzina-stazione-di-servizio-in-servizio-12377480/
Ruote Libere chiede quindi interventi immediati e concreti, a partire da due misure attuabili subito:
1. Riduzione immediata delle accise sul gasolio, almeno per compensare l’aumento introdotto con il riallineamento fiscale del gennaio 2026.
2. Introduzione di un meccanismo automatico di riduzione delle imposte sui carburanti quando il prezzo del petrolio supera determinate soglie, per evitare che ogni crisi internazionale si trasformi automaticamente in un aumento dei costi per il trasporto e per tutta l’economia.
«Il Governo deve decidere da che parte stare: se dalla parte di chi lavora e tiene in piedi la logistica del Paese oppure dalla parte di un sistema fiscale che continua a fare cassa sul gasolio. Lo Stato incassa oltre 100 milioni di euro al giorno dai carburanti: una parte di queste risorse deve tornare subito a chi tiene in movimento l’economia del Paese».
Redazione
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