lunedì, 4 Luglio 2022
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ASSOLOGISTICA ACCUSA TRENITALIA DI DARE UNA “TREMENDA SPALLATA AL MONDO DELL’INTERMODALITA’”

Assologistica, la principale realtà associativa italiana di imprese di logistica e di terminalisti portuali ed interportuali, accusa Trenitalia di determinare la paralisi del trasporto combinato su ferro.
«Come preavvisato da una breve lettera dell’amministratore delegato di Trenitalia, Vincenzo Soprano – spiega l’associazione – entro febbraio dovranno essere riviste le tariffe di vezione (canoni di utilizzo della infrastruttura ferroviaria) sottoscritte con le imprese logistiche operatrici ferroviarie in giugno 2008 e valide fino al 2010, concordate sulla base di diversi incontri tra le due parti, che avevano sancito, a seconda delle diverse percorrenze, un aumento dei costi di vezione rispetto al 2007 compreso tra il 20 ed il 35%, con il risultato che il costo dei treni blocco, in meno di cinque anni, è raddoppiato. Non considerando la situazione delle imprese private utenti che intanto, già strette dalla crisi internazionale, su questa base avevano a loro volta chiuso accordi con la clientela e pianificato l’operatività logistica, lasciando all’incertezza i soli costi delle manovre ferroviarie degli ultimi due anni dal contratto triennale, Trenitalia – sottolinea Assologistica – non ha esitato a rimettere in discussione i contratti commerciali appena sottoscritti, in conseguenza del mancato finanziamento da parte del governo al comparto ferrovie».

Assologistica denuncia tale atto definendolo «una tremenda spallata al mondo dell’intermodalità, che comporterà devastanti effetti sull’aumento di circa 3,5 milioni in più di camion all’anno del traffico veicolare pesante. Infatti – evidenzia l’associazione – la recessione economica generale non consentirà alle imprese di assorbire ulteriori aumenti di costi lungo la supply chain».

«In nome della privatizzazione e dell’efficienza – rileva Assologistica – Trenitalia Cargo ha già notevolmente ridimensionato il settore del trasporto combinato con la chiusura di centinaia di punti di carico merci, mentre adesso contro ogni logica “privata” sebbene dichiarata nelle intenzioni dall’amministratore delegato della holding del Gruppo FS Moretti, decide unilateralmente e arbitrariamente di rescindere gli accordi regolarmente sottoscritti, negando l’erogazione di qualsiasi servizio a partire dal 1° febbraio 2009 a chi non ne concorderà e ne sottoscriverà di nuovi e più costosi!»

Assologistica chiede quindi «che l’azionista di Trenitalia, il ministero del Tesoro, e quello delle Infrastrutture e Trasporti, in considerazione dei costi che tale decisione comporterà al sistema Italia in termini di crisi della aziende interessate, aumento di incidentalità sulle strade, congestionamento ed inquinamento, intervengano tempestivamente a chiarire e risolvere la situazione».

Da Informare

Luca Barassi
Luca Barassi
Direttore editoriale e responsabile.
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