Il Geopost Business Barometer 2026 fotografa l’evoluzione delle strategie di approvvigionamento delle PMI europee. In Italia cresce il sourcing nazionale, ma anche quello extra-europeo, mentre affidabilità e qualità della consegna diventano criteri sempre più importanti nella scelta dei fornitori.
Le PMI europee stanno modificando il modo in cui individuano e selezionano i propri fornitori, spinte dall’evoluzione degli strumenti digitali e da un contesto geopolitico che rende più complessa la gestione delle catene di approvvigionamento.
È quanto emerge dalla seconda edizione del Geopost Business Barometer, ricerca che ha coinvolto 3.600 PMI in 21 Paesi europei e sei settori industriali. Lo studio evidenzia una crescente diversificazione dei canali utilizzati per il sourcing e una maggiore attenzione verso fornitori nazionali ed europei.
L’Italia mostra tuttavia alcune peculiarità rispetto al quadro continentale. Se da un lato aumenta il ricorso al sourcing locale, dall’altro cresce anche quello extra-europeo. E, soprattutto, per le PMI italiane la qualità della consegna assume un peso particolarmente rilevante nella scelta del fornitore.
L’intelligenza artificiale entra nella selezione dei fornitori

Secondo il Business Barometer, il 15% delle PMI europee utilizza strumenti di intelligenza artificiale per la selezione dei fornitori. La percentuale sale al 18% in Italia, collocandosi al di sopra della media europea.
L’adozione dell’AI presenta però differenze significative tra i diversi mercati: si passa dal 9% della Germania al 12% della Francia, fino al 23% della Polonia e al 24% dei Paesi Baltici.
L’intelligenza artificiale viene utilizzata soprattutto nelle fasi iniziali della ricerca, per individuare una rosa di potenziali fornitori. Gli strumenti digitali non sostituiscono quindi necessariamente i canali tradizionali, ma si affiancano a questi ultimi all’interno di un processo di selezione sempre più articolato.
In Europa le PMI utilizzano mediamente 2,3 canali di approvvigionamento, quasi uno in più rispetto al 2024, combinando ricerca online, visite commerciali, contatti telefonici e passaparola.
In Italia il processo mantiene una componente relazionale particolarmente marcata: il 45% delle PMI utilizza i rappresentanti commerciali, contro il 35% della media europea, mentre il passaparola raggiunge il 35%, rispetto al 27% europeo.
Prezzo, qualità e consegna: il caso italiano
Prezzo e qualità del prodotto restano i principali criteri di scelta dei fornitori a livello europeo, rispettivamente con il 51% e il 44% delle preferenze. La performance di consegna viene indicata dal 27% delle PMI.
Il quadro cambia in Italia, dove qualità e prezzo assumono un peso pressoché equivalente: il 55% delle imprese indica la qualità, contro il 54% che considera il prezzo.
Ma è soprattutto la logistica a distinguere il mercato italiano. La consegna rappresenta la prima barriera nella scelta di un fornitore, indicata dal 43% delle PMI, davanti al prezzo (36%) e alla qualità (35%).
Un dato che evidenzia come puntualità, affidabilità e capacità di garantire continuità operativa siano diventate componenti sempre più rilevanti della proposta di valore di un fornitore.
Sourcing locale in crescita, ma anche più acquisti extra-europei
Le tensioni geopolitiche stanno modificando anche la geografia delle catene di approvvigionamento.
A livello europeo, l’84% delle PMI si rifornisce da fornitori presenti nel proprio Paese, con un incremento di 8 punti percentuali rispetto al 2024. Il 72% si rivolge invece a fornitori situati in altri Paesi europei, mentre il 17% acquista al di fuori dell’Europa.
Il 20% delle PMI europee dichiara inoltre di aver ridotto le consegne internazionali a causa dell’attuale scenario geopolitico.
Anche in Italia cresce il sourcing nazionale, che raggiunge l’86% delle PMI, con un incremento di 14 punti rispetto al 2024. Allo stesso tempo, però, aumenta anche il ricorso a fornitori extra-europei: il dato cresce di 10 punti, raggiungendo una quota superiore alla media europea.
Solo il 13% delle PMI italiane dichiara di aver ridotto le consegne internazionali per ragioni geopolitiche, contro il 20% della media europea.
Il quadro italiano appare quindi più articolato rispetto a una semplice tendenza al reshoring: le imprese aumentano il ricorso a fornitori locali, ma continuano contemporaneamente a utilizzare catene di approvvigionamento internazionali.
La consegna diventa un fattore di continuità del business
La ricerca evidenzia il peso crescente della logistica nelle strategie delle PMI. L’86% delle imprese europee considera la consegna essenziale per il successo dell’attività, mentre il 46% la identifica come un elemento chiave per garantire la continuità operativa.
Tracciabilità e puntualità diventano così indicatori concreti dell’affidabilità del fornitore e contribuiscono a consolidare la fiducia nel rapporto commerciale.
Anche in questo ambito le PMI italiane evidenziano una domanda di maggiore flessibilità. Il 54% vorrebbe poter scegliere il proprio corriere, ma soltanto il 22% dispone attualmente di questa possibilità.
Interessante anche il dato relativo alla soddisfazione: quando possono gestire con maggiore autonomia la scelta del servizio logistico, le PMI italiane registrano una soddisfazione del 91% sulle consegne internazionali, superiore all’88% relativo alle consegne domestiche.
Cresce l’interesse per la consegna fuori casa
La ricerca evidenzia infine una crescente attenzione verso i modelli di consegna out-of-home, che comprendono punti di ritiro e locker.
Il 32% delle PMI considera questa modalità molto importante, a conferma di una domanda crescente di flessibilità nella gestione dei tempi e dei luoghi di ricezione delle merci.
Per gli operatori logistici, la possibilità di offrire modalità di consegna alternative può quindi rappresentare un ulteriore elemento di differenziazione, soprattutto in un mercato in cui affidabilità e capacità di adattamento incidono sempre più sulle decisioni di acquisto.
BRT: «La logistica assume un ruolo strategico»
«I risultati del Business Barometer confermano che le PMI non stanno semplicemente reagendo al cambiamento, ma stanno adottando modelli sempre più evoluti per gestire complessità e incertezza», ha commentato Stefania Pezzetti, CEO di BRT.
«L’intelligenza artificiale amplia le possibilità di scelta, mentre le tensioni geopolitiche spingono le imprese a rivedere le proprie catene di approvvigionamento. In questo scenario, la logistica assume un ruolo strategico: affidabilità, visibilità e capacità di adattamento diventano fattori essenziali per sostenere la continuità del business e accompagnare la crescita delle imprese».
BRT e Geopost
BRT è uno dei principali operatori del trasporto espresso in Italia e dispone di una rete nazionale composta da oltre 200 filiali, 40 hub parcel, 13 hub messaggerie e 10 impianti di logistica.
La rete comprende inoltre oltre 12.500 punti di ritiro e spedizione BRT-fermopoint e locker e 12 BRT fresh dedicati alla consegna di prodotti alimentari freschi a temperatura controllata, tra 0 e 4 °C.
Dal 2017 BRT fa parte di Geopost, realtà internazionale attiva nel trasporto espresso e nella logistica, con un’offerta che combina tecnologia, innovazione e conoscenza dei mercati locali.
L’evoluzione delle esigenze delle PMI rende sempre più centrale la capacità degli operatori logistici di offrire servizi flessibili e affidabili, accompagnando le imprese nella gestione di catene di approvvigionamento sempre più diversificate e articolate.


