Per fronteggiare il caro gasolio l’associazione di categoria chiede all’esecutivo soluzioni strutturali. L’associazione sollecita interventi sugli approvvigionamenti extrarete, un adeguamento del credito d’imposta gasolio e lo spostamento del termine per la compensazione in F24
Al centro anche i 590 milioni destinati al rinnovo del parco veicolare dell’autotrasporto merci.
Per fronteggiare il caro gasolio l’associazione di categoria chiede all’esecutivo soluzioni strutturali
Il caro gasolio continua a pesare sui bilanci delle imprese di autotrasporto e a frenare gli investimenti nella transizione ambientale. A margine dell’Assemblea di Federtrasporto, tenutasi a Roma, ANITA, l’Associazione del trasporto e dei servizi per la logistica aderente a Confindustria, ha chiesto al governo interventi strutturali sul costo del carburante, a partire dagli approvvigionamenti extrarete, e l’emanazione dei decreti attuativi del fondo da 590 milioni destinato al rinnovo del parco veicolare dell’autotrasporto merci.
L’appello è stato lanciato dal presidente dell’associazione, Riccardo Morelli, che ha sottolineato il ruolo strategico del settore e gli effetti dell’aumento del gasolio sui conti delle imprese e sulla capacità di investire nella transizione ambientale.
“Per correre più veloce delle emergenze servono soluzioni strutturali. Il caro gasolio comprime i bilanci di chi ogni giorno garantisce gli approvvigionamenti e la continuità delle filiere, frenando gli investimenti nella transizione ambientale dell’autotrasporto merci e della logistica. Abbiamo apprezzato il sostegno del Governo e, come ANITA, rimaniamo a disposizione per definire una strada comune che affianchi al sostegno temporaneo soluzioni strutturali”, ha dichiarato Morelli.
Le richieste
Tra le richieste dell’associazione c’è innanzitutto un intervento sugli approvvigionamenti extrarete. “Rivolgo un appello al governo affinché intervenga sull’extrarete, incoraggiando i produttori di carburanti ad applicare la riduzione dei prezzi anche agli approvvigionamenti degli operatori di trasporto. L’esclusione da questi benefici potrebbe mettere a rischio la continuità operativa delle imprese”, ha spiegato Morelli.
ANITA chiede inoltre la convocazione di un nuovo tavolo di confronto con la categoria per adeguare lo stanziamento destinato alla copertura del credito d’imposta gasolio, già considerato insufficiente, e per spostare il termine per la compensazione del credito in F24, attualmente fissato a dicembre.
L’associazione indica però come prioritaria anche l’attuazione delle risorse destinate al rinnovo dei mezzi: “Soprattutto – ha evidenziato – è urgente emanare i decreti attuativi del fondo da 590 milioni per il rinnovo del parco veicolare. Rendere operative queste risorse, nel rispetto della neutralità tecnologica, significa rafforzare l’autonomia energetica e la competitività del settore a vantaggio dell’economia italiana”.


