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Customs Support Group: qualità dei dati decisiva per competitività

L’indagine di Customs Support Group. L’analisi effettuata su circa 150 responsabili europei di dogana e trade compliance evidenzia come qualità e visibilità dei dati siano ormai determinanti per affrontare la complessità normativa, accelerare la digitalizzazione, sfruttare gli accordi commerciali e rafforzare la resilienza della supply chain

Secondo Nicolas Collart, Chief Trade Operations & Compliance Officer di Customs Support Group, la frammentazione delle informazioni rende più difficile sia per le aziende sia per le autorità doganali analizzare e gestire i rischi in modo efficace.

L’indagine di Customs Support Group

La crescente complessità del commercio internazionale impone alle aziende di ripensare la gestione dei dati doganali. È quanto emerge da una survey realizzata da Customs Support Group (CSG) in occasione del primo Customs Support Summit, svoltosi il 3 giugno 2026 ad Amsterdam, che ha coinvolto circa 150 responsabili europei delle funzioni doganali e di trade compliance di aziende manifatturiere e retail.

L’indagine evidenzia come nuovi obblighi normativi, tensioni commerciali e requisiti di sostenibilità stiano aumentando la pressione sulle imprese, che spesso non dispongono ancora di dati doganali affidabili, centralizzati e facilmente accessibili. Il 24% degli intervistati indica nei continui cambiamenti normativi e nella crescente complessità regolatoria la principale criticità, mentre il 20% segnala qualità e visibilità dei dati come seconda sfida più rilevante.

Secondo Nicolas Collart, Chief Trade Operations & Compliance Officer di Customs Support Group, la frammentazione delle informazioni rende più difficile sia per le aziende sia per le autorità doganali analizzare e gestire i rischi in modo efficace. Per questo motivo, le imprese necessitano di una visibilità molto più ampia sui propri dati commerciali e doganali.

CSG individua cinque aree fondamentali su cui costruire questa visibilità: l’intera supply chain globale, i dati doganali, le informazioni provenienti dai broker doganali, i dati finanziari e il monitoraggio continuo dell’evoluzione normativa.

Digitalizzazione e IA partono dalla qualità dei dati

Lo studio evidenzia come la qualità dei dati rappresenti anche il presupposto indispensabile per la digitalizzazione e l’impiego dell’intelligenza artificiale. Prima di adottare strumenti di automazione o soluzioni AI, molte aziende devono infatti centralizzare, ripulire e strutturare le informazioni relative a classificazione tariffaria, origine delle merci e dati di prodotto.

Secondo Customs Support Group, gli investimenti nella qualità dei dati continuano a essere affrontati in modo non sistematico, nonostante costituiscano la base per standardizzare i processi doganali, migliorare la gestione del rischio e rendere scalabili le iniziative di automazione.

Durante il Summit, oltre un terzo dei partecipanti ha indicato proprio la trasformazione digitale e la visibilità dei dati come l’ambito in cui la funzione doganale può creare il maggiore vantaggio competitivo.

Anche la futura riforma doganale europea, attraverso l’EU Customs Data Hub, rafforzerà ulteriormente il ruolo della standardizzazione e della qualità delle informazioni.

Accordi commerciali ancora poco sfruttati

La ricerca mette in evidenza anche un significativo margine di miglioramento nell’utilizzo degli accordi di libero scambio. Secondo i dati della DG TRADE presentati durante il Summit, il tasso medio di utilizzo delle preferenze tariffarie previste dagli accordi commerciali dell’Unione Europea si ferma al 67%, lasciando inutilizzato circa un terzo dei benefici disponibili.

Il 27% dei partecipanti ha dichiarato di non conoscere il reale livello di utilizzo di queste opportunità nella propria azienda, mentre soltanto il 9% ritiene di sfruttarne oltre il 90%.

Tra le criticità maggiormente segnalate resta anche la classificazione tariffaria delle merci, indicata da circa la metà dei partecipanti come l’aspetto più problematico tra classificazione, origine e valore delle merci.

L’indagine evidenzia infine come il ruolo delle funzioni doganali si stia progressivamente ampliando. Oltre agli adempimenti tradizionali, le imprese devono oggi gestire sanzioni economiche, controlli alle esportazioni, misure antidumping e nuovi obblighi ambientali come CBAM, EUDR e Forced Labour Regulation.

Secondo John Wegman, CEO di Customs Support Group, la dogana sta assumendo un ruolo sempre più centrale nelle strategie aziendali: «In un contesto caratterizzato da crescente complessità normativa, tensioni geopolitiche e pressione crescente per sfruttare efficacemente l’intelligenza artificiale, le aziende che riescono a collegare dati, processi e responsabilità sono in grado di individuare i rischi più rapidamente, implementare i cambiamenti normativi con maggiore velocità e rendere le proprie supply chain più resilienti. Per questo la dogana sta diventando una leva strategica fondamentale per la competitività in un contesto commerciale sempre più volatile».

Redazione
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