sabato, 17 Gennaio 2026
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Crisi della produzione di batterie: perché la filiera globale sta rallentando

La produzione globale di batterie rallenta tra stop industriali, costi elevati e tensioni geopolitiche. Perché la filiera è entrata in una fase critica

Negli ultimi anni la produzione di batterie è stata indicata come uno dei pilastri industriali della transizione energetica, della mobilità elettrica e della logistica sostenibile. Oggi, però, il settore sta mostrando segnali sempre più evidenti di rallentamento, registrando una vera e propria crisi della produzione di batterie. In diverse aree del mondo, dall’India all’Europa, dagli Stati Uniti alla Cina, progetti considerati strategici sono stati sospesi, rinviati o ridimensionati, mettendo in discussione la solidità del modello industriale su cui si è basata finora la corsa globale alle batterie.

La produzione globale di batterie rallenta

Il rallentamento della produzione di batterie riflette le difficoltà di una filiera fortemente concentrata dal punto di vista tecnologico e geografico, ancora oggi dipendente in larga parte dall’Asia e in particolare dalla Cina.

Produrre celle per batterie agli ioni di litio fuori dal mercato cinese comporta costi sensibilmente più elevati. In Europa e negli Stati Uniti, la combinazione di prezzi dell’energia più alti, filiere meno integrate e minori economie di scala rende molti impianti meno competitivi rispetto ai concorrenti asiatici. Un aspetto che incide direttamente sulla sostenibilità economica di nuovi investimenti industriali, soprattutto in una fase di rallentamento della domanda di veicoli elettrici.

A questo si aggiunge il tema della dipendenza tecnologica, che si intreccia con le tensioni geopolitiche e con i nuovi equilibri delle supply chain globali.

India: il caso Reliance e i limiti della localizzazione produttiva

Tecnologia e geopolitica frenano i piani industriali

Un esempio emblematico arriva dall’India. Reliance Industries, uno dei principali conglomerati industriali del Paese, ha messo in pausa i propri piani per la produzione di celle agli ioni di litio dopo il fallimento delle trattative con un partner tecnologico cinese. Alla base dello stop ci sono anche le restrizioni introdotte da Pechino sull’export di tecnologie avanzate per le batterie, che richiedono autorizzazioni governative sempre più stringenti.

Il caso Reliance dimostra come la strategia di localizzazione produttiva, pur sostenuta da incentivi pubblici e da forti ambizioni industriali, rischi di scontrarsi con la mancanza di accesso a tecnologie mature e competitive. Senza know-how consolidato, rispettare tempi, costi e obiettivi diventa strutturalmente complesso, non semplicemente rimandabile.

Europa: le gigafactory entrano in una fase di revisione

Volvo Cars e lo stop a Novo Energy

Anche in Europa la produzione di batterie sta attraversando una fase di ripensamento. Volvo Cars ha recentemente sospeso le attività di Novo Energy, la startup creata per sviluppare batterie destinate ai veicoli elettrici del gruppo. Una decisione che riflette un contesto industriale sempre più incerto, segnato dall’aumento dei costi e da una domanda di auto elettriche meno dinamica rispetto alle aspettative iniziali.

Il caso Volvo non è isolato e si inserisce in una più ampia revisione dei piani europei sulle gigafactory, spesso sostenuti da ingenti finanziamenti pubblici. La difficoltà nel garantire competitività nel medio-lungo periodo sta spingendo costruttori e investitori a riconsiderare tempistiche e dimensioni dei progetti.

Un tema che si collega direttamente all’evoluzione del mercato dei veicoli elettrici e al futuro dell’industria automotive europea.

La fabbrica di batterie di Sodertalje di Scania

Stati Uniti: la produzione di batterie segue il rallentamento dell’EV

Domanda più debole e investimenti rinviati

Negli Stati Uniti il rallentamento della produzione di batterie è strettamente legato all’andamento del mercato dei veicoli elettrici. Dopo anni di crescita sostenuta, la domanda ha iniziato a mostrare segnali di rallentamento, spingendo diversi costruttori a rivedere le proprie strategie industriali.

Ne è derivata una revisione dei piani per nuovi impianti, con rinvii, ridimensionamenti delle capacità produttive e un crescente interesse verso i sistemi di accumulo stazionario per la rete elettrica. Un segnale chiaro di come la produzione di batterie resti fortemente dipendente dalle dinamiche del mercato automotive.

Cina: leadership produttiva, ma emergono segnali di squilibrio

Sovracapacità e pressione sui margini

La Cina continua a rappresentare il cuore della produzione globale di batterie, grazie a un ecosistema industriale altamente integrato e alla presenza di grandi player come CATL. Tuttavia, anche nel mercato cinese stanno emergendo segnali di criticità.

Le autorità di Pechino hanno recentemente messo in guardia sul rischio di sovracapacità produttiva, in un contesto di rallentamento della domanda globale e crescente pressione sui prezzi. Un avvertimento che conferma come la crisi della produzione di batterie non riguardi soltanto i mercati occidentali, ma stia assumendo una dimensione realmente globale.

La mega-fabbrica del Gruppo Volkswagen a Foshan

Oltre la crisi: nuove tecnologie e nuovi equilibri industriali

Sodio-ione e solid state come alternative di lungo periodo

Di fronte ai limiti dell’attuale modello produttivo, l’industria delle batterie sta guardando con crescente interesse a tecnologie alternative, come le batterie al sodio-ione o le soluzioni solid state. Tecnologie che promettono una minore dipendenza dal litio e una diversa distribuzione geografica delle risorse, ma che richiederanno ancora tempo prima di una diffusione su larga scala.

Nel frattempo, governi e imprese sono chiamati a ripensare le proprie strategie industriali, puntando su una maggiore diversificazione delle catene di fornitura e su modelli produttivi più resilienti.

Una fase di assestamento per la filiera delle batterie

La crisi della produzione di batterie non rappresenta un passo indietro della transizione energetica, ma piuttosto una fase di assestamento dopo anni di crescita accelerata. I casi di Reliance, Volvo Cars e le difficoltà riscontrate anche nei mercati più avanzati mostrano come il settore stia entrando in una nuova fase, in cui tecnologia, costi e geopolitica diventano fattori decisivi.

Una fase che contribuirà a ridefinire il futuro della mobilità elettrica, della logistica sostenibile e dell’intero sistema energetico globale.

Valeria Di Rosa
Valeria Di Rosa
Coordinatrice editoriale di Trasportare Oggi in Europa. [email protected]
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