venerdì, 27 Maggio 2022
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Porto di Venezia leader nella gestione dei trasporti eccezionali

E’ partito dalle banchine del terminal Multi Service di Venezia, specializzato in breakbulk e colli eccezionali,  uno dei più grandi project cargo mai partito dallo scalo lagunare.
Nel corso degli ultimi tre mesi sono infatti giunti via camion a Porto Marghera da Limena (Padova) tutte le componenti per assemblare una gigantesca gru di banchina (shiploader) utilizzata per caricare minerale di ferro alla rinfusa su grandi navi classe Panamax; una macchina con un braccio di carico alto fino a 50 metri e dal peso complessivo di 500 tonnellate.

La gru è destinata al porto di Corpus Christi in Texas (USA), il sesto scalo americano per movimentazione merci situato nel Golfo del Messico.

Per la prima volta, viste le dimensioni eccezionali del manufatto, è stato necessario saldare e assemblare le diverse componenti della gru direttamente in banchina con carrelli autopropulsi e speciali mezzi di sollevamento per trasferirlo all’imbarco.

Un successo per lo scalo veneziano che si conferma leader nella gestione dei trasporti eccezionali (Project Cargo), i pezzi “oversized” sono spesso componenti o prodotti a tecnologia avanzata ed alto valore aggiunto che derivando da un settore economico di rilevanza nazionale nei settori dell’impiantistica, della siderurgia e della cantieristica e che da Venezia possono raggiungere i mercati internazionali dove le produzioni Made in Italy sono particolarmente richieste.
Il Porto di Venezia per la particolare conformazione del territorio (strade con pendenze nulle, zero gallerie e carreggiate regolari) e per l’expertise raggiunta dai suoi operatori, è diventato negli anni leader europeo per questo particolare settore di traffico coprendo una vasta area produttiva che coinvolge tutta l’Europa Centrale. Mediamente in un anno a Venezia sono movimentati 900 colli eccezionali dal peso totale di 80mila tonnellate, il valore medio dei pezzi imbarcati a Venezia si aggira attorno ai 900 milioni di euro l’anno.

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