Settanta esuberi annunciati negli stabilimenti Petronas di Villastellone e Santena, nel Torinese. A renderlo noto è la Uilm al termine dell’incontro con l’azienda che si è svolto presso l’Unione Industriali di Torino.
70 persone, esuberi volontari, così lo ha annunciato Uilm alla fine della scorsa settimana. Petronas, con un centro ricerche a Villastellone e uno stabilimento a Santena, ha assicurato la continuità aziendale per gli altri 430 posti di lavori presenti sul territorio piemontese. Si chiude un legame lunghissimo fra l’ex Fiat e un partner storico dell’indotto.Una prospettiva che, se confermata, inciderebbe in modo significativo sulla struttura occupazionale del sito, che oggi conta circa 430 lavoratori. La notizia arriva in un contesto industriale già complesso, segnato da trasformazioni di mercato e da una crescente competizione internazionale nel settore della componentistica e dei lubrificanti. “Esprimiamo forte preoccupazione per la situazione – ha commentato Vito Benevento, segretario organizzativo della Uilm Torino – anche se l’azienda si sta muovendo verso nuove soluzioni, mercati e clienti”. Un passaggio che il sindacato riconosce come necessario, ma che richiede al tempo stesso garanzie chiare sul futuro produttivo e occupazionale.

Secondo la Uilm, le operazioni in fase di definizione dovranno necessariamente assicurare continuità allo stabilimento e salvaguardare i livelli occupazionali nel medio-lungo periodo. “Chiediamo all’azienda – prosegue Benevento – la conferma dei piani di investimento a breve termine per tutelare i siti italiani e una verifica puntuale dei risparmi previsti per compensare la perdita di volumi produttivi legata al mancato rinnovo della commessa Stellantis”. Proprio la perdita di questa commessa rappresenta uno dei nodi centrali della vicenda. In base a quanto riferito dall’azienda, la fornitura dell’olio lubrificante a marchio Selenia sarebbe stata assegnata da Stellantis ad altri produttori internazionali, con un impatto diretto sulle attività degli stabilimenti piemontesi.
In questo scenario, resta aperto il confronto tra azienda e rappresentanze sindacali, con l’obiettivo di individuare soluzioni che possano attenuare le ricadute sociali e garantire una prospettiva industriale solida per il territorio.



