sabato, 24 Gennaio 2026
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Online il nuovo talk tv “L’Italia in Movimento”

“Italia in Movimento”, il nuovo talk di Trasportare Oggi e ALIS su trasporto, logistica e innovazione

Un format pensato per raccontare da vicino le sfide e le opportunità di un settore in continua evoluzione, dando voce ai suoi protagonisti.

“Italia in Movimento”, il nuovo talk di Trasportare Oggi e ALIS su trasporto, logistica e innovazione

Quattro ospiti per un confronto diretto e un dibattito apartitico. Il talk tv – l’Italia in movimento – condotto dal Direttore di Trasportare Oggi in Europa Luca Barassi presenta la puntata “Logistica e industria un legame indissolubile”, in onda sul canale 68 del digitale terrestre e disponibile sui canali digitali di Trasportare Oggi e su Alis Channel.

Transizione energetica, innovazione tecnologica e trasporto intermodale sono solo alcuni dei temi affrontati durante il talk che ha visto la partecipazione di: Marcello Di Caterina, Vicepresidente ALIS; l’On. Massimiliano Salini, Deputato al Parlamento Europeo; Alexandre Galiotto, Logistico, General Manager Galiotto Consulting; Federica Ferrario, Director Global Supply Chain, Rovagnati S.p.A. Presente anche il pubblico in studio per le domande vis-à-vis agli esperti.

Sul legame tra i due settori che regolano il mercato si è parlato tanto di sinergia. Un valore necessario per far si che industria e logistica collaborino in maniera efficiente e veloce col fine di soddisfare le richieste del cliente.

Un legame indissolubile

Cosa l’industria vuole e chiede alla logistica, e cose questa si aspetta dalle imprese, dalla produzione? “Il mio cliente è il tuo cliente” ha risposto Federica Ferrario, Director Global Supply Chain. Una risposta netta e chiara di quello che deve essere il rapporto tra due realtà che lavorano insieme ogni giorno. Una visione condivisa anche dall’On. Salini quando ha sostenuto che “un sistema che mette al centro il bisogno del suo cliente, del cittadino, è un sistema sano”. 

A far da sfondo c’è il quadro geopolitico, i dazi imposti dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e i vincoli temporali europei in tema di sostenibilità ambientale.

Non esiste sostenibilità ambientale senza altri due principi di sostenibilità, quella economica e sociale. Se ci si concentra solo su quella ambientale tutto va a danno di imprenditori e imprese che sono costretti a fare una serie di investimenti che non sempre il mercato è pronto ad accogliere“, sostiene il Vicepresidente di ALIS precisando che “non dobbiamo perdere di competitività“.

Nuove strategie

Numeri, dati, pianificazione. In un mondo sempre più complesso e interconnesso, la digitalizzazione funge da motore per una strategia chiara, trasparente ed efficiente. A una sorta di piattaforma madre al quale connettersi ci avrebbe pensato la nuova realtà e società Digit-Alis attraverso un bando legato al Pnrr, presentando un progetto che è stato accolto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con un valore di circa 19 milioni di euro. “Il nuovo petrolio sono i dati” sostiene il Vicepresidente ALIS Marcello di Caterina.

Ma se la digitalizzazione porta a trasformazioni, quali saranno le misure da adottare per reggere l’innovazione? Quali sono le misure europee che daranno stabilità al mercato?

Secondo l’eurodeputato, da Bruxelles una delle misure che fatica a decollare è quella legata al tema del trasporto combinato, in stallo da 10 anni, a causa di accordi mancati tra il Consiglio e il Parlamento Europeo. “Poi ci sono le regole sulle politiche di investimento come il Connecting Europe Facility che ha messo a terra più di 80 miliardi di euro e che vanno destinati al settore trasporto” fa sapere l’On. Salini.

Il trasporto intermodale

Uno sguardo al futuro impone di immaginare quelle che saranno le condizioni per migliorare il rapporto tra produzione e trasporti, puntando a quella sinergia di cui parlano gli stessi esperti che erano presenti in studio. Secondo il General Manager Alexandre Galiotto “l’Italia deve puntare in maniera importante sull’intermodalità navale per dialogare a Sud perché i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo sono il futuro del Mediterraneo”.

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