Via libera del Cdm al decreto su prezzi petroliferi e sostegno alle imprese. Il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto-legge con misure urgenti per contrastare gli effetti della crisi dei mercati internazionali. Il provvedimento interviene sui prezzi dei carburanti, conferma il sostegno all’autotrasporto, introduce agevolazioni per il settore agricolo e prevede nuove misure fiscali e industriali
Così facendo, «il governo riconosce il ruolo centrale del settore per il funzionamento del sistema produttivo e per la continuità delle filiere industriali e distributive» sostiene il Presidente di ANITA, Riccardo Morelli.
Via libera del Cdm al decreto su prezzi petroliferi e sostegno alle imprese
Nuovo intervento del governo per contenere l’impatto economico causato dalla crisi dei mercati internazionali. Il Consiglio dei ministri, su proposta della premier Giorgia Meloni, del ministro dell’Economia Giorgetti, del ministro dei Trasporti Matteo Salvini, del ministro delle Imprese Adolfo Urso, del ministro dell’Agricoltura Lollobrigida, del ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin e del ministro per gli Affari europei Tommaso Foti ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti in materia di prezzi petroliferi, sostegno alle attività economiche e aiuti ad alcuni settori particolarmente esposti all’aumento dei costi energetici.
Il provvedimento interviene su più fronti: carburanti, autotrasporto, agricoltura, trasporto pubblico locale, fiscalità e industria. Uno dei punti principali del decreto riguarda però le accise sui carburanti. Il testo infatti ridetermina le aliquote relative a benzina; gasolio; GPL; gas naturale utilizzato come carburante; carburanti HVO e biodiesel.
Per il periodo compreso tra il 23 maggio e il 6 giugno 2026 vengono confermate le riduzioni già applicate in precedenza (5 centesimi al litro per la benzina e 10 centesimi al litro per il gasolio, ndr). L’obiettivo dichiarato è contenere gli effetti delle tensioni sui mercati energetici e ridurre l’impatto dell’aumento dei costi per famiglie e imprese.
Il decreto interviene anche sul settore dell’autotrasporto, prorogando fino a giugno 2026 il credito d’imposta destinato a compensare i maggiori costi sostenuti per il carburante nel periodo compreso tra marzo e giugno 2026. La misura prevede un limite di spesa complessivo pari a 300 milioni di euro, comprensivi dei 100 milioni di euro già stanziati con il decreto-legge n. 33 del 2026.
Dal 1° ottobre 2026 si ridurranno infatti i tempi per il meccanismo del silenzio assenso relativo ai crediti d’imposta per gli autotrasportatori. Il termine passerà da 60 a 30 giorni, con obbligo di presentazione esclusivamente per via telematica.
Nuove misure per il settore agricolo
Il decreto introduce un credito d’imposta fino al 30% della spesa sostenuta per l’acquisto di fertilizzanti nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026, entro un limite massimo di 40 milioni di euro. L’agevolazione verrà concessa nel rispetto del quadro temporaneo sugli aiuti di Stato adottato dalla Commissione europea il 29 aprile 2026, in risposta alla crisi in Medio Oriente.
Il Fondo nazionale per il trasporto pubblico locale viene incrementato di 80 milioni di euro annui a partire dal 2026. Le risorse serviranno a sostenere il rinnovo contrattuale del comparto.
Il decreto rappresenta quindi un nuovo pacchetto di misure economiche pensato per contenere gli effetti della crisi internazionale, sostenere i settori più esposti e accompagnare le imprese in una fase caratterizzata da forti tensioni geopolitiche.
L’impegno dell’esecutivo
ANITA, l’associazione di Confindustria che rappresenta le imprese dell’autotrasporto merci e della logistica, ha espresso soddisfazione per l’esito dell’incontro tenutosi a Palazzo Chigi con il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i rappresentanti dell’esecutivo.
«Il Governo riconosce il ruolo centrale del settore per il funzionamento del sistema produttivo e pone rimedio al danno causato dal taglio accise subito dalle imprese più virtuose», ha dichiarato il presidente di ANITA Riccardo Morelli, che ha inoltre richiamato l’attenzione sull’aumento dei costi dei noli marittimi, particolarmente critico per le Isole maggiori.
Il governo si è infine impegnato a mantenere aperto un tavolo permanente di confronto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sui temi economici e regolatori che interessano il comparto, comprese le questioni legate all’ETS.


