Le dichiarazioni del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che ha parlato del rischio di carburanti a tre euro al litro e della difficoltà di trovare nuove risorse per prorogare il taglio delle accise, impongono una riflessione seria sul tema del costo del carburante. «Le parole del ministro Giorgetti sono molto chiare: non ci sono più risorse per continuare a tagliare le accise e non si può pensare di finanziare ogni mese questo intervento – dichiara Cinzia Franchini, presidente di Ruote Libere –. Questo significa che il problema non può essere affrontato solo con interventi fiscali temporanei, perché il costo del gasolio è ormai un costo strutturale».

Secondo Ruote Libere il tema vero è il costo industriale del carburante e il suo impatto sull’economia. «Se il carburante dovesse arrivare davvero a tre euro al litro, non saremmo più di fronte a un problema di automobilisti ma a un problema industriale che riguarda il costo del trasporto e molte altre attività produttive».
Franchini sottolinea poi un altro aspetto emerso proprio dalle dichiarazioni del ministro: «Quando si parla di carburanti a tre euro si scherza col fuoco, per usare un eufemismo. Perché il problema non sarebbe il pieno più caro, ma l’aumento generale dei prezzi e il rallentamento dell’economia. Il carburante non è solo un costo per chi guida, è un costo industriale che determina il prezzo finale delle merci».
Infine una riflessione più ampia sul contesto internazionale. «Ogni crisi internazionale ci ricorda una verità molto semplice: il trasporto mondiale – su strada, via mare, via aerea – si muove ancora quasi interamente con carburanti derivati dal petrolio. Per questo il tema oggi non è solo fiscale ma economico e geopolitico. Perché se l’energia costa troppo, si ferma l’economia».
Secondo Ruote Libere bisogna partire da un dato di realtà. «Possiamo discutere di transizione energetica quanto vogliamo, ma oggi il sistema economico, la logistica, l’autotrasporto, l’agricoltura e gran parte dell’industria dipendono ancora dal gasolio e dai carburanti derivati dal petrolio. Questo è un dato industriale, non un’opinione». Da qui la richiesta di scelte economiche e non ideologiche. «Se dipendiamo ancora in modo così forte dal petrolio, servono scelte pragmatiche per garantire approvvigionamenti a costi sostenibili. Il tema oggi non è politico ma economico: il costo dell’energia determina il prezzo di tutte le merci».



