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Caro carburante, FIAP: «Bene i 15 milioni ma arrivino a tutte le imprese»

Caro carburante. FIAP accoglie lo stanziamento di 15 milioni della Regione Calabria ma chiede criteri equi, procedure semplici e tempi certi

La Federazione distingue inoltre il contributo dalla clausola di adeguamento carburante a carico dei committenti e invita le imprese a non farsi coinvolgere da fermi improvvisati o promossi al di fuori dei tavoli di rappresentanza.

Caro carburante

I 15 milioni stanziati dalla regione Calabria per contrastare il caro carburante rappresentano un segnale concreto per le imprese di autotrasporto alle prese con l’aumento dei costi, ma ora sarà decisiva la fase di attuazione. A sostenerlo è FIAP – Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali, presente in Calabria con diverse aziende associate, che ha già scritto al Presidente Occhiuto offrendo la propria disponibilità al confronto.

Secondo la Federazione, il sostegno dovrà raggiungere tutte le imprese aventi diritto, in modo equo e proporzionato al maggior costo effettivamente sostenuto, evitando di privilegiare chi presenta per primo la domanda. FIAP chiede inoltre procedure semplici, tempi certi e auspica che l’aiuto non sia limitato dai massimali del de minimis, che potrebbero penalizzare le aziende con più mezzi e consumi più elevati.

L’appello della Federazione

La Federazione interviene anche sulle modalità di protesta e invita le imprese a non farsi coinvolgere da fermi improvvisati o promossi al di fuori dei tavoli di rappresentanza. «Comprendiamo la preoccupazione di chi lavora, ma bloccare i servizi aggiunge costi a chi già li sopporta e non porta un euro in più. Servono obiettivi chiari e interlocutori istituzionali», dichiara Alessandro Peron, Segretario Generale. Per FIAP, quindi, il confronto con le istituzioni resta centrale per definire criteri e modalità di accesso alle risorse regionali, garantendo che il sostegno possa arrivare alle imprese che hanno effettivamente sostenuto i maggiori costi.

Resta poi distinta la questione della clausola di adeguamento carburante. «Un punto va tenuto ben distinto – conclude Peron –. I 15 milioni non c’entrano nulla con la clausola di adeguamento carburante, prevista dall’articolo 6 del decreto legislativo 286 del 2005. Quel maggior costo non è un problema da scaricare su Stato o Regioni: nei contratti scritti i committenti devono pagarlo, adeguando il corrispettivo del trasporto, e le imprese devono pretendere che lo facciano».

Secondo FIAP, dunque, il contributo regionale e il maggior costo del gasolio previsto dalla normativa sono due questioni separate: il primo riguarda il sostegno pubblico alle imprese, mentre il secondo deve essere riconosciuto dai committenti attraverso l’adeguamento del corrispettivo del trasporto.

Redazione
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