venerdì, 21 Gennaio 2022

Alis in prima fila per la sostenibilità

Si è svolta a Roma l’Assemblea ALIS e gli Stati Generali del Trasporto e della Logistica per un confronto sui temi della transizione energetica. Presenti molte delle aziende associate e uno buona fetta della politica italiana

La sfida della sostenibilità è molto complessa e sempre più urgente per il trasporto e per la logistica, tanto che Guido Grimaldi ha chiamato a raccolta, a Roma, le aziende che fanno parte di Alis, l’Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile, di cui è presidente, ma ha invitato, a confrontarsi, anche un bel pezzo della politica italiana.

La logistica rappresenta il 10% del Pil italiano

“Il settore ha un ruolo strategico – ha detto aprendo l’Assemblea dell’Associazione e gli Stati Generali del Trasporto e della Logisticaanche perché rappresenta circa il 10% del Pil italiano e in un settore di questa importanza lo slancio verso la sostenibilità deve essere continuo. In questo senso riteniamo che le scelte e gli investimenti, volti proprio allo sviluppo della sostenibilità, vadano premiati e accompagnati con misure incentivanti come il Marebonus e il Ferrobonus. Per questo – ha continuato Grimaldi – abbiamo accolto con favore i due decreti direttoriali del Mims che, grazie alle istanze promosse anche da Alis, ne ridefiniscono gli importi prevedendo uno stanziamento, per il solo 2021, che passa da 25 a 45 milioni euro per il Marebonus e da 25 a 50 milioni euro per il Ferrobonus.
Tuttavia, affinché si possa produrre maggiori benefici in vista dell’Agenda 2030 dell’Onu per lo sviluppo sostenibile, sarebbe auspicabile rendere questi contributi strutturali o almeno confermarli fino al 2030, aumentando la dotazione finanziaria almeno fino a 100 milioni di euro annui per ciascuna misura”.

Per ALIS conta sia la sostenibilità ambientale, sia quella economica e sociale

In ALIS credono fermamente che sia fondamentale sviluppare la sostenibilità ambientale attraverso blue, green e circular economy, “ma – ha precisato il presidente Grimaldi – senza trascurare quella economica e sociale; favorire la creazione di campioni nazionali che competano sul mercato globale; valorizzare le eccellenze imprenditoriali del Made in Italy del trasporto della logistica a livello internazionale; incentivare, attraverso politiche di defiscalizzazione e decontribuzione per le aziende di logistica, la formazione giovanile e professionale e l’assunzione di figure professionali qualificate come autisti, marittimi e macchinisti.”

ALIS è il più grande rappresentato del settore del trasporto e della logistica in Italia

Grimaldi ha ricordato a tutti, non senza un po’di orgoglio, come ALIS sia oggi ritenuta il primo polo rappresentativo del settore del trasporto e della logistica d’Italia, con oltre 1.700 realtà e imprese associate, 135mila mezzi, più di 142mila collegamenti marittimi annuali, più di 135 linee di Autostrade del Mare, 200mila collegamenti ferroviari annuali, oltre 160 linee ferroviarie, un fatturato aggregato di 34 miliardi di euro e 203mila lavoratori.

“Gli operatori del “popolo del trasporto e della logistica” – ha voluto ricordare – durante tutta la pandemia, hanno svolto un ruolo essenziale e necessario, affrontando ogni giorno difficoltà e rischi sanitari, per garantire la stabilità dei cicli produttivi e la consegna di beni di prima necessità. Sin dall’inizio della crisi pandemica – ha detto ancora Grimaldi – le nostre imprese associate hanno fatto un limitato ricorso alla cassa integrazione e sono riuscite a salvaguardare tutti i livelli occupazionali, senza lasciare indietro nessun lavoratore”.

Chiudendo la sua relazione Grimaldi ha ricordato il ruolo di Alis, e dell’intero settore del trasporto e della logistica, nel processo di transizione ecologica: “Alis – ha detto – ha sempre offerto piena disponibilità e supporto al governo, attraverso importanti eventi associativi e numerosi incontri istituzionali, volti a proporre idee e soluzioni per la crescita del sistema Paese”.

Guido Grimaldi ha voluto sottolineare, infine, l’impiego, da parte degli operatori, di navi Eeco di ultima generazione “con le quali – ha detto – sono state ridotte le emissioni inquinanti di oltre il 50% e, per alcune linee, fino al 70% per km trasportato. Inoltre, sono state raggiunte “Zero emission in port” durante la sosta in banchina, grazie alle mega batterie al litio che si ricaricano durante la navigazione, per mezzo di shaft generator e pannelli solari”. Secondo uno studio di Alis, svolto in collaborazione con SRM-Intesa San Paolo e SVIMEZ, grazie all’intermodalità marittima e ferroviaria in un solo anno, nel 2020, sono stati sottratti ben 5,2 milioni di camion dalle strade italiane e dall’Italia verso l’Europa, pari a 125 milioni di tonnellate di merci, generando così un abbattimento di emissioni di CO2 pari a oltre 4,4 milioni di tonnellate, con un risparmio di costi di esternalità ambientali pari a 2 miliardi di euro in Europa. A questo si aggiunge un ulteriore dato economico, legato all’abbattimento dei costi del trasporto pari ad 1 miliardo e 700 milioni di euro all’anno di risparmio per le industrie e per tutti coloro che hanno utilizzato l’intermodalità e, di conseguenza, per la committenza, così come per i cittadini che hanno comprato beni e prodotti a prezzi più competitivi.

Come abbiamo detto non è mancato un ampio spazio per i politici, in rappresentanza, praticamente, di tutte le forze di governo; così sono intervenuti Antonio Tajani, Enrico Letta, Matteo Salvini, Luigi Di Maio e Ettore Rosato. A fare da mattatore sul palco Bruno Vespa.

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