La criminalità che colpisce il settore logistico sta cambiando volto. Ai tradizionali furti di merci e assalti ai carichi si affiancano sempre più frequentemente attacchi informatici, frodi digitali e campagne ransomware che prendono di mira gli stessi operatori. Un fenomeno che sta trasformando la sicurezza della supply chain in una questione sempre più integrata.

A evidenziarlo è Giorgio Triolo, Chief Technology Officer di Axitea, che richiama l’attenzione su dati particolarmente significativi emersi nel corso del 2026.
L’Europa alle prese con l’aumento dei cargo crime
Secondo il Cargo Crime Monitor, nel solo mese di febbraio 2026 le organizzazioni criminali hanno sottratto beni per un valore complessivo di 166 milioni di euro attraverso 1.168 episodi documentati in Europa. L’Italia risulta il secondo Paese più colpito, con 105 casi registrati.
Si tratta prevalentemente di reati legati al mondo fisico della logistica: furti di merci, assalti ai veicoli, sottrazioni di carichi e attività fraudolente lungo la catena distributiva. Tuttavia, il quadro che emerge è sempre più complesso e multidimensionale.
La crescita parallela delle minacce cyber
Accanto all’aumento dei reati tradizionali, infatti, cresce anche l’esposizione delle aziende logistiche agli attacchi informatici.
Secondo i dati richiamati da Triolo, in Italia gli attacchi cyber che hanno colpito il comparto trasporti e logistica sono aumentati del 134,6% in un anno, passando da 26 a 61 incidenti significativi documentati.
Un incremento che riflette una tendenza globale. Il Rapporto Clusit 2026 segnala infatti che il settore Transportation & Storage è entrato per la prima volta tra i dieci comparti più colpiti a livello mondiale dagli attacchi informatici.
Un rischio unico che unisce fisico e digitale
Per gli operatori della supply chain il punto centrale non è più distinguere tra sicurezza fisica e sicurezza informatica, ma comprendere come queste minacce siano sempre più interconnesse.
Le organizzazioni criminali sfruttano infatti informazioni digitali per individuare merci ad alto valore, monitorare movimenti, intercettare comunicazioni o compromettere sistemi gestionali e piattaforme di trasporto. Allo stesso tempo, un attacco ransomware può bloccare magazzini, ritardare consegne e creare vulnerabilità che facilitano ulteriori azioni sul campo.
In questo scenario, la protezione della logistica richiede un approccio integrato capace di mettere in relazione cybersecurity, videosorveglianza, controllo degli accessi, monitoraggio delle flotte e gestione dei dati.
La sicurezza della supply chain diventa strategica
L’aumento simultaneo di furti fisici e attacchi digitali conferma come la sicurezza della supply chain sia diventata un tema strategico per l’intero settore.
Le aziende della logistica si trovano oggi a operare in un contesto in cui la continuità operativa dipende dalla capacità di presidiare contemporaneamente infrastrutture fisiche e sistemi informatici. Un cambiamento che, secondo gli esperti, richiederà investimenti sempre più consistenti in tecnologie di prevenzione, monitoraggio e risposta agli incidenti.
L’analisi di Giorgio Triolo evidenzia dunque una trasformazione ormai in atto: il rischio logistico non è più soltanto legato alle merci in movimento, ma coinvolge l’intero ecosistema digitale che sostiene la supply chain moderna.



